mercoledì 2 dicembre 2009

PROTOCOLLO IMPATTO POSITIVO linea guida

PROPOSTA DEL COMITATO CITTADINO SIANOECOSOSTENIBILE
Protocollo d'Intesa “IMPATTO POSITIVO”

In tutto il pianeta si discute di come poter rendere la nostra civiltà più sostenibile ponendo come base della questione tre principali argomenti: Acqua, Rifiuti ed Energia.
Esse rappresentano tre questioni fondamentali per il futuro del nostro pianeta. Ma non solo emergenze ambientali , anche l’emergenze sociali aumentano quando le strategie politiche di governo di un territorio non mettono al centro delle loro scelte la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale. Se non approdiamo ad una partecipazione vera e attenta, che relazioni e coordini un territorio, ed una continua informazione per determinare un aumento della coscienza collettiva sul valore dei beni comuni si rischia di perdere il controllo di fattori che determinano il nostro benessere.
Il Comitato Cittadino SianoEcosostenibile affronta con determinazione e coraggio queste sfide informandosi e proponendosi a scelte alternative che affrontino la sostenibilità attraverso l’informazione e la partecipazione.

Si è preso coscienza che sul nostro territorio il modello attuale di crescita è uniformato ad un consumismo scellerato con uno spreco insostenibile di materie prime, di energia e sulla produzione di una quantità enorme di rifiuti. Questo non può più essere definito “sostenibile”. Occorre comunicare ed agire in termini di “futuro possibile”. Il nostro modo di vivere l’unione fra uomo e ambiente deve modificarsi proponendo delle attività umane vincolanti ad un più semplice sistema ciclico che tenga presente il nostro sistema natura “limitato” e quindi spingendo verso un massimo risparmio sia di materie prime che energetico.

La questione rifiuti, negli ultimi anni, ha evidenziato lo stile di vita ed ha fatto emergere la problematica dello smaltimento di enormi montagne di scarti che la nostra società produce. Inoltre la produzione di rifiuti in Campania è aumentata ad un ritmo incontrollato, ogni anno più di 3,5 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono in discariche o inceneritori. La produzione procapite è aumentata da una media di 300 Kg/g/a, a quasi 500 Kg/g/a

Alcuni comuni campani (vedi Salerno e Mercato San Severino) hanno dimostrato che l’aumento dei rifiuti non è più un dato immodificabile, ma può essere governato con il coraggio di una politica che guarda alla sostenibilità e alla necessità di scelte coraggiose e concrete per un comune futuro possibile. La riuscita di questo percorso non è determinata dagli ostacoli pregiudizievoli presenti sul territorio, in particolar modo per la mentalità e lo stato d’illegalità, ma dalla continua informazione e dalla voglia di cambiare e migliorare.

La linea giuda per iniziare questo cammino e racchiusa in solo due parole: INFORMAZIONE ECOSOSTENIBILE e PARTECIPAZIONE.


SianoEcosostenibile propone al territorio un protocollo d’intesa denominato “IMPATTO POSITIVO”.
Attraverso varie riflessioni, incontri e studi siamo arrivati alla conclusione che solo una serie di azioni coordinate fra di loro e che mirano alla progressiva diminuzione dei rifiuti e all’eliminazione dal mercato di quei materiali di post consumo che non è possibile riciclare, si può realmente arrivare a concepire un percorso che porti ad un reale RIFIUTI ZERO. Percorso che sicuramente, senza nessun’ombra di dubbio, crea le basi di un impatto ambientale positivo nell’immediato.

Ecco una serie di azioni previste con il protocollo d’intesa ”IMPATTO POSITIVO”

Partendo dalla gestione dei rifiuti proponiamo ai comuni firmatari di spingere per una nuova RACCOLTA DIFFERNZIATA PORTA A PORTA congiunta dal punto di vista dell’informazione e delle esperienze acquisite. Proponendo questo obiettivo con un impegno costante mirato alla riduzione della produzione dei rifiuti alla base.


II primo elemento cardine su cui intervenire è il settore rifiuti è il sistema della raccolta. La raccolta domiciliare “Porta a porta” per la raccolta differenziata non basta più. Non si riesce in questo modo a rompere la barriera del 75%-80%, in quei rari casi in cui si è lavorato concretamente, ed in quei comuni che non riescono a sfiorare nemmeno il 45%, pur applicando il “porta a porta” domiciliare.
Per portare la raccolta differenziata al suo massimo dato di percentuale bisogna stimolare, informare e continuamente aiutare il CITTADINO. C’è bisogno di far sentire il cittadino più vicino possibile alla realtà che ci troviamo ad affrontare e la sua partecipazione deve essere riconosciuta. In tal senso proponiamo un sistema di
RACCOLTA DIFFERNZIATA PORTA A PORTA CON TARIFFA PUNTUALE E MATERIALE DI ALTA QUALITA’
Alla raccolta domiciliare si pensa di aggiungere, alcuni comuni già lo fanno, un premio in denaro in base al materiale di post consumo consegnato, il suo peso ne determina un contributo in denaro.
Tariffa puntuale: Attraverso un sistema di riconoscimento del sacchetto al cittadino viene riconosciuto un compenso economico in base al materiale differenziato.
Materiale di alta qualità: per i materiali di post consumo che il cittadino immette nella rete del riciclaggio viene riconosciuto ancora un altro compenso se questo prodotto viene consegnato all’eventuale gestore presso le micro “ISOLE ECOLOGICHE” in modo da immetterlo direttamente in produzione. Lavare i contenitori in alluminio, plastica, vetro, carta, tetrapak. Schiacciarli in modo da avere meno volume per il trasporto tipo le lattine, i contenitori in alluminio, le bottiglie di plastica ed il contenitore in tetrapak, il tutto viene inserito in sacchetto apposito che una volta riempito ne determina il peso.
Queste variazioni determinano un aumento sensibile della partecipazione cittadina che produrrà un forte aumento della percentuale della differenziata. La partecipazione è motivata anche con un reale ed immediato risparmio consistente della bolletta e in particolari casi con dei veri premi in denaro alle persone più virtuose.

Dobbiamo avviare una politica integrata sui rifiuti e sul’ambiente che non solo miri al necessario aumento della raccolta differenziata, ma che costruisca una strategia integrata per la riduzione dei rifiuti ed il loro riutilizzo e dell’inquinamento prodotto, con un investimento immane nella partecipazione, nell’informazione e nella sensibilizzazione volta al raggiungere l’obiettivo.

IL RICICLAGGIO
Tutto il materiale raccolto in maniera differenziata è avviato a riciclo.

L’organico, in attesa di poterlo trattare in un impianto che abbiamo in programma, viene inviato ad un impianto fuori sede, con ulteriori costi aggiuntivi ed maggiori emissioni di co2 per i trasporti. L’organico è destinato alla produzione del compost. Il Compost viene poi indirizzato verso tre filiere: l’utilizzo diretto in agricoltura, la commercializzazione alle aziende che producono terriccio ed un’ultima parte alle aziende che producono fertilizzanti. Processi che potremmo utilizzare per il nostro territorio sia da un punto di vista occupazionale che di benessere dei terreni delle nostre campagne.
La carta viene selezionata tra carta congiunta e selettiva, è venduta attraverso i consorzi (COMIECO, CONAI) per il recupero della carta da indirizzata alle aziende che poi producono cartone o carta riciclata.
Il mutlimateriale (vetro, plastica e lattine). La plastica viene suddivisa in 5 colori (trasparente, azzurrata, blu, verde e ad alta densità) al fine di valorizzarla al meglio nel mercato del riciclo e produrre rifiuto di alta qualità. La parte di materiale che non può essere immesso nel processo di riciclaggio viene avviato a smaltimento per il riutilizzo grazie a delle aziende italiane che li usano per la produzione di bancali in materiale triturato.


STATEGIA PER LA RIDUZIONE DEI RIFUTI E DELL’INQUINAMENTO

La strategia verso cui ci stiamo indirizzando cerca di combinare riciclaggio, e dunque raccolta differenziata, con politiche mirate a prevenire e ridurre la produzione dei rifiuti e dell’inquinamento. Dobbiamo unire buone pratiche ambientali con buone pratiche in campo sociale ed economico.

1. Compostaggio domestico
Circa il 30% dei rifiuti soldi urbani è composto dall’umido, la frazione organica. Grazie ad una grande campagna per il Compostaggio Domenistico, possiamo togliere dai rifiuti tonnellate di organico che possono andare direttamente nei terreni e negli orti, beneficiando il nostro territorio. Per incentivare questa buona pratica dobbiamo riconoscere un’ulteriore sconto del 20% sulla tariffa dei cittadini che praticano l’autocompostaggio.

2. acquistare verde
Per sottolineare anche l’importanza dell’utilizzo dei materiali riciclati e di alimentare il mercato dei prodotti con materie prime seconde, i Comuni devono adottare il sistema degli acquisti verdi, con un delibera di adesione alla procedura GPP (Green Public Procurement) tutti gli acquisti degli enti comunali si vincolano ad una procedura che selezioni i prodotti fatti dando una preferenza a quelli prodotti con materiale riciclato in modo da sostenere la domanda dei prodotti realizzati con un minor impatto ambientale e dimostrare che anche attraverso gli acquisti si può incidere.
Oltre alla procedura per acquisti verdi dobbiamo avviare un sistema che ha attivi la raccolta differenziata ed il recupero dei rifiuti speciali come, ad esempio i toner delle stampanti, che in questo modo possono essere rigenerati e avviati a nuova vita.

3. Acqua buona nelle mense
I comuni firmatari devono prendersi la responsabilità di valorizzare l’acqua del rubinetto che è di sicuro più controllata delle acque in bottiglia. L’acquisto di acque minerali comporta gravi conseguenze sull’ambiente per i rifiuti che producono ma anche per la grande circolazione di tir che attraversano l’Italia per trasportare l’acqua del Sud Italia al Nord e viceversa.
Con l’approvazione del protocollo d’intesa dobbiamo sostituire progressivamente dalle mense scolastiche le acque minerali con l’utilizzo delle brocche di acqua del rubinetto oppure distributori di acqua da rubinetto con filtro per regolare la parte pesante dell’acqua. Questo ci fa risparmiare sia in denaro che in impatto ambientale. Un risparmio da non sottovalutare. Ma più del risparmio si tutela la salute del cittadino che invogliato dalle massicce campagne pubblicitarie spendono il 1000% in più per l’acqua in bottiglia di plastica a discapito della propria salute.

5. Latte alla Spina
Per la riduzione degli imballaggi ma anche per la valorizzazione della “Filiera Corta” dobbiamo individuare gli allevatori di mucche che producano latte fresco che possa essere utilizzato con un distributore automatico del latte alla spina. Grazie a questo distributore:
- il cittadino potrà avere un latte più fresco, non trattato e più genuino,
- il latte sarà più economico perché con 1 euro si acquista 1 litro di latte fresco appena munto;
- all’allevatore viene riconosciuto più del doppio rispetto a quanto riconoscono le centrali del latte;
- il latte può essere acquistato con un proprio contenitore riutilizzandolo e risparmiando all’ambiente l’utilizzo dei contenitori “usa e getta”.
Grazie al distributore automatico del latte i comuni rendono ancora una volta un doppio vantaggio ai propri cittadini, quello economico e quello salutare proponendo il consumo di latte fresco appena munto.

6. Detersivi alla spina
Detersivi di qualità, naturali ed ecologici, di produttori locali, o da selezionare a meno chilometri possibili, devono essere acquistati direttamente usando un proprio contenitore! Bisogna spingere in diversi punti vendita dislocati su tutto il territorio dov’è possibile acquistare detersivi alla spina risparmiando e facendo risparmiare all’ambiente lo smaltimento di tanti inutili imballaggi. Tale iniziativa deve essere sponsorizzata dall’amministrazione locale come un beneficio collettivo e non solo del commerciante.

7. Ecosagre
I comuni firmatari si devono impegnare a coinvolgere le associazioni del territorio ad evitare gli usa e getta di plastica nelle sagre territoriali! Ecosagre significa ridurre l’impatto ambientale delle manifestazioni estive paesane nel territorio comunale. Gli organizzatori delle sagre estive per ricevere il contributo si impegnano a:
- differenziare tutti gli scarti prodotti dalla sagra;
- ridurre la produzione di rifiuti e di imballaggi durante le feste;
- utilizzare stoviglie, posate e bicchieri riutilizzabili o in materiale compostabile.
L’associazione o l’organizzazione della sagra più virtuosa sarà premiata con un maggior contributo che riceverà per l’anno successivo.

8. Pannolini ecologici
Grazie ai pannolini lavabili si riduce notevolmente la produzione di rifiuti ma anche la spesa! I nuovi Pannolini lavabili, semplici da usare, sono riutilizzabili: per il 90% sono costituiti da cotone biologico e materiali naturali, si possono lavare anche in lavatrice e comportano un risparmio di oltre il 70% per le famiglie rispetto ai normali pannolini. Il Comune firmatario s’impegna a distribuire alle famiglie con nuovi nati un kit di pannolini e, dopo un'iniziale sperimentazione di 20 giorni, a chi intende proseguire nel progetto, fornisce il secondo kit con una sovvenzione del 50%. La media nazionale per una famiglia nei primi tre anni del bambini spende fra i 1500,00 e 1650,00 € con i pannolini usa e getta. Mentre con i pannolini ecologici si arriva a spendere 350,00 € in tre anni. Quindi il risparmio notevole di circa 1.200,00 €.

9. Assorbenti ecologici
Si richiede alle farmacie comunali di procurarsi e pubblicizzare gli assorbenti ecologici. Grazie alla possibilità di essere lavati e più volte riutilizzati contribuiscono alla riduzione dei rifiuti. C'è anche un risparmio per le signore perché con la spesa equivalente di quattro mesi di "usa e getta" si acquistano assorbenti ecologici che durano 10 anni. Il prodotto è anallergico e facilmente lavabile. Le amministrazioni locali devono pubblicizzare l’evento con manifestazioni che dimostri che questo è un bene per la collettività e non per i soli farmacisti.

10. Mercatino di scambio e riuso
Gli oggetti inutilizzati possono essere utili agli altri. E' questa l'idea che sta alla base del mercatino di scambio e riuso. Al termine della giornata i cittadini hanno lasciato in piazza le cose che non servono più, che sono state messe all’asta, sono state vendute, scambiate, regalate o barattate. Gli oggetti invenduti verranno riciclati. Nelle isole ecologiche i comuni mettono a disposizione uno spazio dove raccogliere materiale che può essere ancora riutilizzato sia per un risparmio dei cittadini sia per un notevole abbassamento dei rifiuti conferiti.

11. Via la plastica da tutte le mense
I Comuni partecipanti a questo protocollo mettono al bando l'usa e getta! In tutte le mense scolastiche e comunali dove si usa la plastica, vengono invece inserite le lavastoviglie industriali e i piatti di coccio oppure posate e piatti in materiale da compostare. Niente più piatti o bicchieri di plastica ma piatti lavabili o riciclabili che permetto un ulteriore e notevole riduzione nella produzione degli scarti.

12. Micro Isole Ecologiche (MIE), stabili e mobili
Ogni Comune firmatario deve realizzare le MIE stabili, dislocate sul territorio, per la raccolta di olio esausto e materiale da inserire al riciclaggio di alta qualità. Queste MIE devono essere realizzate in materiale altamente riciclato e ben arredate in giardini pubblici e strutturate ad opera d’arte nelle piazze comunali. Un altro sistema e la MIA mobile, una stazione itinerante che sosta nei giorni prestabiliti, in diversi posti del paese, dove i cittadini consegnano direttamente ad un operatore il MATERIALE DI POST CONSUMO DI ALTA QUALITA’. L’operatore attraverso una lettura tipo BANCOMAT registra l’avvenuta consegna e segnala al cittadino il reale guadagno.

13. Bandire il sacchetto in plastica
Bandire i sacchetti di plastica negli esercizi commerciali con immediata delibera e realizzare una campagna d’informazione con la consegna dei sacchetti in stoffa, juta o canapa ad ogni famiglia del nostro territorio. Il costo dell’impatto ambientale di un sacchetto in plastica e di circa 10,00 € che moltiplicando per milioni e milioni si arriva ad un costo ambientale esorbitante che pagheranno i nostri figli sia in denaro che in salute. Con una delibera i comuni metteranno al bando il sacchetto in plastica e proporranno eventi per informazioni ai cittadini sui reali danni ambientali, economici e salutari che questa pratica comporta su tutto il nostro ecosistema.


14. Limitare l’uso dell’automobile
Con la strategia per ridurre i rifiuti contribuiamo alla riduzione dell’emissione di Co2 nell’aria grazia al processo del riciclaggio che ne produce meno rispetto alla lavorazione delle materie prime. Ma questo non basta, dobbiamo contribuire alla lotta per fermare il cambiamento climatico che si abbatte su tutto il pianeta. Per fare questo dobbiamo fare scelte importanti e coraggiose come la riduzione e lo stop alla circolazione delle auto in modo programmatico. I comuni firmatari si devono impegnare a realizzare isole pedonali nella maggior parte del territorio. Programmare un blocco della circolazione una volta alla settimana. Sostenere i cittadini che non usano l’automobile proponendo alternative o rafforzando il microtrasporto urbano con auto alimentate ad energia elettrica.

15. Bici e bici elettriche
Si ritiene di vitale importanza, per la riduzione delle emissioni di co2 dannose per la salute, incoraggiare l’uso della bicicletta con un’eco incentivo comunale per l’acquisto o la rottamazione di una bici o bici elettrica per tutti i cittadini. I comuni che aderiscono devono sensibilizzare con l’esempio degli amministratori (sindaci, assessori e consiglieri) l’uso della bicicletta e fornire ad un costo agevolato una bici a tutti i dipendenti comunali e dipendenti dei plessi scolastici. Solo attraverso una seria partecipazione pratica e visibile si può avere una risposta massiccia di tutti i cittadini. Altro esempio sono la polizia comunale in bici come succede in altre parti del mondo. In questa direzione si possono valutare i bicipoint, la dove prendi una bici in affitto con una scheda prepagata alla società gestore.

16. Il Pedibus scolastico
Alle uscite delle scuole si creano sempre ingorghi per una massiccia presenza di auto che avvolte per distrazione possono causare delle vere tragedie. Per evitare tutto questo si vuole incentivare il Pedibus attraverso una concertazione fra comune, scuole e genitori. I bambini che vivono in un determinato quartiere, condominio o frazione vengono messi in contatto dalla scuola che a turno vengono prelevati dai genitori che vivono in quelle zone realizzando una coda di bambini in fila per due che viene scortata dai genitori fino alle proprie abitazioni. Per ogni bambino che si iscrive al Pedibus gli viene rilasciato un bonus dal comune che restituirà alla scuola. La scuola che avrà raggiunto il massimo numero di bonus vincerà una somma in denaro da investire in acquisti o progetti ecosostenibili .


17. Edilizia ecosostenibile
I comuni partecipanti al protocollo d’intesa dovranno assicurare alle nuove generazioni una minore cementificazione e la costruzione di ambienti ad un altissimo risparmio energetico e un bassissimo impatto ambientale utilizzando materiale ecologico. Le nuove costruzioni devono produrre energia per il proprio mantenimento attraverso le nuove tecniche in ambito energetico come i pannelli solari termici, fotovoltaici, eolico, raccolta delle acque reflue e quelle piovane. Anche la costruzione e ristrutturazione di edifici comunali devono seguire le buone norme in campo sostenibile. Visto che l’emissione di polveri sottili, metalli pesanti e co2 sono causa di asme e allergie infantili, ed in alcuni casi di gravi malattie degenerative, per la costruzione di parcheggi, comunali o privati, ci si impegna ad evitare di realizzarli nelle vicinanze di centri ad altissima intensità abitativa e alle scuole, privilegiando la parte più periferica.

18. Filiera corta
Con l’aiuto delle associazioni competenti sul territorio e le cooperative agricole si propone di realizzare un mercato della Filiera Corta da proporre a cadenze regolari programmatiche nelle piazze dei comuni firmatari. Gli agricoltori e i produttori provenienti da una distanza massima di 100km propongono i loro prodotti ad un costo inferiore alla grande distribuzione con una qualità elevata non per la forma ma per le proprietà nutritive e l’assenza di pesticidi e concimi velenosi . Un filo diretto fra l’agricoltore e il consumatore. Saranno prediletti i coltivatori diretti dei comuni partecipanti al protocollo d’intesa e raccoglitori di erbe selvatiche commestibili.

19. La via dell’acqua
Ogni fontana comunale o beverini dovranno essere dotati di rubinetti a tempo, onde evitare sprechi inutili che non ci possiamo più permettere. Si predilige l’acqua del rubinetto allo scopo di diminuire l’emissione degli imballaggi ed una sempre più precaria salute dei cittadini. Si sensibilizza l’uso dell’acqua da rubinetto attraverso un’informazione che parte dalle scuole fino ad arrivare ai convegni e i dibattiti. Si realizza una guida che comprenda tutto il territorio dei comuni firmatari per segnalare le fontane comunali o beverini dove prelevare acqua (a funtan ell’acqua buon) per rassicurare il cittadino della bontà delle nostre acque. Nel caso in cui si preferisce si stabilisce l’installazione della casa dell’acqua dove è possibile prelevare anche acqua frizzante con aggiunta di anidride carbonica, pagandola ad un prezzo simbolico. Così facendo ancora una volta i comuni aderenti prediligono sia la riduzione dei rifiuti che la salute dei cittadini.


20. Illuminazione commerciale e pubblica
Dato che lo spreco di energia elettrica al 70% e da attribuire ai commercianti e agli edifici pubblici (comuni, scuole) si pensa d’intervenire su queste due categorie per realizzare una serie di esempi che stimolano il crescente desiderio di parteciparvi con più semplicità. I comuni ad IMPATTO POSITIVO devono sostenere e promuovere i commercianti che usano illuminazioni a led. Una vetrina illuminata a led fa risparmiare al commerciante circa il 60-70% e noi come comunità ne traiamo un beneficio ecologico. Se questo tipo di illuminazione deve essere adottata dai comuni stessi. Questa buona iniziativa è utilizzata, in altri comuni, anche per le illuminazioni cimiteriali. Un grande sforzo che comporta a tutti noi un grande beneficio.

21. Energia alternativa
Due buoni alleati per la lotta contro lo spreco e l’inquinamento sono il sole ed il vento. Il maggior contributo, ai fini di una società ecosostenibile, lo riceviamo da queste due fonti energetiche che, gratis, forniscono ogni giorno l’energia per far muovere il nostro pianeta. Questa fonte la si può utilizzare grazie alle nuove tecnologie in campo di energie alternative per i nostri consumi quotidiani. Centrali elettriche con un impatto ambientale bassissimo di cui i comuni utilizzeranno per fornire di corrente elettrica i loro edifici (uffici comunali, scuole, strade, cimitero) oppure per ricaricare i mezzi di trasporto, alimentati elettricamente, per il servizi ai cittadini. Per affrontare questa grande sfida possiamo, attraverso l’unione dei comuni firmatari del protocollo d’intesa “impatto positivo”, usufruire di un vantaggioso strumento che renderebbe la progettazione più attenta, attraverso altre esperienze, e la realizzazione meno costosa grazie ai gruppi d’acquisto ecosostenibili detti GAE. Con una informazione capillare ai cittadini e la realizzazione di un progetto compartecipato fra Comuni e gruppi di cittadini si pensa di realizzare un unico GAE per gli acquisti di centrali fotovoltaiche ed eoliche.

22. Il non riciclabile
Nel percorso da intraprendere, per ridurre i rifiuti, c’è uno zoccolo duro che con pazienza, determinazione, coraggio e continua informazione dobbiamo rompere. Sono i materiali non riciclabili. Materiali che alla fine della loro vita restano sul nostro pianeta per secoli. I comuni firmatari devono insieme intervenire e bandire la loro produzione e commercializzazione. Esempio: un vaso da fiori di plastica dal costo di 0.50 centesimi produrrà un costo ambientale di circa 10.00€, mentre un vaso fatto in legno dal costo di 2.00 sarà ad IMPATTO POSITIVO. Quindi alla fine dell’utilizzo il vaso in plastica sarà costato 10.50 € più la distruzione di ettari del nostro pianeta, mentre quello in legno solo 2.00 € con un impatto positivo alla fine della sua vita. Ma a questi costi bisogna aggiungere il disaggio crescente del problema dell’immondizia.









CONCLUSIONI
Informazioni ecosostenibile e progettazioni partecipata.
Per la riuscita di ogni argomento elencato e nella sua totalità nasce un percorso d’informazione ecosostenibile e progettazione partecipata. In ogni zona, quartiere, vicolo, condominio, piazze i cittadini devono essere invitati con autorità dai Sindaci, usando tutte le vie di comunicazione sostenibili e possibili. Il tutto deve mettere al centro l’informazione ecosostenibile come base per rendere il popolo consapevole e partecipativo alla progettazione di un nuovo sistema di concepire la propria città, il proprio quartiere e la propria abitazione. In poche parole la progettazione sostenibile del futuro dei propri figli.
Il messaggio deve essere calibrato verso un crescente positivismo. Questo è prodotto da una continua pubblicazione dei dati e delle mete raggiunte e con dei veri e propri incontri a carattere culturale dove premiare, riconoscere e incentivare sempre più le persone e le associazioni meritevoli. Queste iniziative accrescono la collaborazione fra Ente e Cittadini.
Fondamentale è la trasparenza, la legalità e la meritocrazia, pilastri basilari su cui costruire la crescita interiore di un forte senso civico in ognuno di noi. La valutazione quantitativa della coscienza civica è data dalla qualità del suo territorio. La qualità di un territorio è determinata dalla stretta collaborazione fra amministratori e cittadini, dove l’uno è aiuto dell’altro e dove sono ben definiti i propri ruoli.
IMPATTO POSITIVO
Protocollo d’Intesa sulla prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti e dell’inquinamento

I Comuni di Bracigliano, Castel San Giorgio, Mercato San Severino, Siano

VISTO il D.Lgs 152/06 e smi, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 179 che dispone che le pubbliche amministrazioni debbano perseguire in via prioritaria iniziative dirette a favorire la riduzione e la prevenzione della produzione e della nocività dei rifiuti;
VISTO il D. Lgs 152/06 e smi, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 180 che, al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti dispone che le iniziative di cui all’art. 179 riguardino in particolare:
a. la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e sensibilizzazione dei consumatori, l’uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico ai fini della corretta valutazione dell’impatto di uno specifico prodotto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del prodotto;
b. la previsione di clausole di gare d’appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti;
c. la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali finalizzati, con effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della qualità e della pericolosità dei rifiuti;

VISTO la LEGGE REGIONALE n. 4 del 28 marzo 2007, “Norme in materia di gestione, trasformazione, riutilizzo dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”, le cui finalità, all’art. 4, sono:
a. prevenire, governare e ridurre la produzione e la pericolosità dei rifiuti;
b. potenziare e agevolare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani e speciali, adottando con priorità le misure dirette al recupero dei rifiuti mediante riutilizzo, riciclo e ogni altra azione diretta a ottenere da essi materia prima secondaria;
c. incentivare la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti privilegiando forme di trattamento che ne consentano il recupero e l’utilizzo produttivo conseguendo l’obiettivo della minimizzazione dell’impatto ambientale connesso allo smaltimento;
d. diminuire, mediante idonei e certificati trattamenti, la pericolosità dei rifiuti e garantire che i prodotti ottenuti dal relativo recupero non presentino caratteristiche di pericolosità superiori ai limiti ammessi dalla legislazione vigente per prodotti ottenuti dalla lavorazione di materie prime vergini;
e. contenere e razionalizzare i costi di gestione del ciclo dei rifiuti responsabilizzando, mediante attività concertative a scala territoriale, gli enti locali, incentivandone la partecipazione attiva nelle procedure di predisposizione, adozione, approvazione e aggiornamento dei piani di gestione dei rifiuti;
f. promuovere l’utilizzo di strumenti economici, bilanci-ambientali, strumenti di certificazione ambientale -norme ISO ed EMAS- nonché dei sistemi di qualità quali lo sviluppo del marchio di qualità ecologica -ECOLABEL- volti a promuovere prodotti con un minore impatto sull’ambiente contribuendo a un uso efficiente delle risorse e a un elevato livello di protezione dell’ambiente;
g. garantire in linea generale l’autosufficienza regionale in conseguenza dei principi di autosufficienza di ogni ambito territoriale ottimale -ATO- e di compensazione di cui agli articoli 15 e 29;
h. favorire la crescita di un mercato verde attraverso la promozione di strumenti quali Green Public Procurement -GPP;
i. individuare forme di cooperazione, sinergie e interazioni istituzionali tra i vari livelli delle autonomie territoriali in conformità ai principi di sussidiarietà e solidarietà territoriale, fermo restando le funzioni e i compiti di indirizzo, per ambiti territoriali sovra comunali, riservati alla regione;
j. prevedere nelle gare di appalto relative alla gestione dei rifiuti criteri che valorizzano le capacità e le competenze tecniche nella prevenzione della produzione dei rifiuti stessi;
k. salvaguardare e incrementare i livelli occupazionali e garantire le condizioni contrattuali degli operatori del settore secondo quanto stabilito dalla contrattazione collettiva;
l. promuovere le attività finalizzate al miglioramento delle conoscenze e delle capacità di intervento e regolamentare le fasi fondamentali necessarie a un effettivo recupero della frazione organica da rifiuto;
m. attuare gli strumenti di prevenzione e riduzione integrati dell’inquinamento –IPPC ovvero per i settori di interesse prevedere il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale;
n. superare lo stato di emergenza nei settori della gestione dei rifiuti;
o. provvedere alla bonifica e al ripristino ambientale dei siti inquinati di interesse regionale.

VISTO il Titolo IV, Capo I, artt. 15, 16, 20 della stessa legge regionale, così come modificati dalla Legge Regionale n. 4 del 14 aprile 2008;
VISTO la legge regionale n. 4 del 14 aprile 2008;
VISTO il Decreto Legge n. 90 del 23 maggio 2008, convertito in legge con modificazioni con la legge 123 del 14 luglio 2008;
VISTO la Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, pubblicata sulla G.U.C.E. il 22 novembre del 2008, cui dovranno essere uniformate le legislazioni nazionali, che stabilisce misure volte a proteggere l’ambiente e la salute umana prevenendo o riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti, riducendo gli impatti complessivi dell’uso delle risorse e migliorandone l’efficacia, che dà grande enfasi alle politiche di prevenzione dei rifiuti; in tal senso per migliorare le modalità di attuazione delle azioni di prevenzione dei rifiuti negli stati membri e per favorire la diffusione delle migliori prassi in questo settore, è necessario rafforzare le disposizioni riguardanti la prevenzione dei rifiuti introducendo l’obbligo, per gli Stati membri, di elaborare programmi di prevenzione dei rifiuti incentrati sui principali impatti ambientali e basati sulla considerazione dell’intero ciclo di vita dei prodotti e dei materiali;


CONSIDERATO che l’obiettivo di “IMPATTO POSITIVO” è quello di attuare una politica concreta di riduzione della presenza di imballaggi nei rifiuti, nonché dell’ emissione di inquinanti, e di creare una “rete” organizzativa tesa a ingenerare comportamenti virtuosi da parte degli utenti e dei soggetti, pubblici o privati, coinvolti nella produzione delle merci, nella distribuzione e commercializzazione dei prodotti e nella gestione del ciclo di raccolta, recupero e trattamento dei rifiuti;

CONSIDERATO che “IMPATTO POSITIVO” intende promuovere ed avviare azioni innovative sul territorio provinciale in tema di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti urbani e assimilati e degli inquinanti in genere.

CONSIDERATO che per la realizzazione di un’efficace politica di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti urbani e assimilati i Comuni firmatari debbano promuovere pratiche avanzate di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti.

RITENUTO a tal fine necessario il coinvolgimento dei soggetti gestori del servizio pubblico di gestione rifiuti urbani di tutto il territorio che comprende i Comuni partecipanti.

RITENUTO necessario, sin dal momento della sua approvazione da parte dei Soggetti Fondatori, estendere l’adozione del presente Protocollo agli altri Comuni della Provincia di Salerno che non abbiano aderito, in modo da creare un terreno favorevole (scambi di esperienze, coordinamento delle azioni, integrazione delle misure, ecc) alla sperimentazione e realizzazione di buone pratiche di prevenzione e riduzione di rifiuti in tutto il territorio provinciale;



su proposta del Comitato Cittadino SianoEcosostenibile


convengono e stipulano il seguente Protocollo d’Intesa “IMPATTO POSITIVO” costituito di n. 9 articoli, con l’obiettivo di promuovere e sostenere azioni concrete per la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti e delle sostanze inquinanti.








Art 1
(Soggetti Firmatari)
1. Sono Soggetti Firmatari:
a) I Comuni della Provincia di Salerno i cui Sindaci sottoscrivano il presente Protocollo d’Intesa entro e non oltre il ../../….;
b) Il Comitato Cittadino “SianoEcosostenibile”;
c) L’Amministrazione Provinciale di Salerno;

Art 2
(Adesioni successive)
1. I Comuni che non hanno inizialmente aderito, possono diventare soggetti firmatari aderendo formalmente al Protocollo d’Intesa nell’esercizio successivo o in quelli seguenti, accettando le iniziative in corso o programmate.

Art 3
(Obiettivi del Protocollo d’Intesa)
1. I soggetti firmatari nel presente Protocollo d’Intesa concordano sulla necessità d’individuare e sperimentare forme concrete di riduzione dei rifiuti, in particolar modo dei rifiuti da imballaggio, e delle sostanze inquinanti in genere, e stabiliscono di operare congiuntamente a tale scopo ponendosi l’obiettivo di sviluppare:
a. un’ampia informazione e sensibilizzazione dei cittadini verso un contenimento e un’ effettiva riduzione della produzione di rifiuti e verso acquisti sostenibili, frutto di scelte consapevoli;
b. l’individuazione di programmi e strategie condivise tra i soggetti firmatari e soggetti economici della produzione e della distribuzione dei beni e altri soggetti da individuare sulla base di specifiche iniziative, in grado di attivare azioni finalizzate alla riduzione della produzione dei rifiuti. A tal fine accordi successivi alla stipula del presente Protocollo potranno essere allegati e divenire parte integrante del presente Protocollo;
c. iniziative volte alla prevenzione e riduzione dei rifiuti nell’ambito della gestione delle mense pubbliche ( compreso l’inserimento di opportune clausole nella predisposizione delle gare d’appalto) e la definizione di azioni integrate finalizzate alla gestione sostenibile dei rifiuti prodotti in occasione di eventi straordinari (feste, meeting, concerti, mostre, sagre paesane, etc. ).

Art 4
(Modalità di attuazione)
1. Gli obiettivi di cui all’art. 4 verranno perseguiti nel seguente modo:
a. predisponendo un Tavolo Tecnico di Concertazione Permanente ( d’ora in avanti T.T.C.P.) tra i soggetti firmatari che definisca e coordini le iniziative operative di cui alle lettere a), b) e c) del
precedente art. 3;
b. predisponendo apposite campagne d’informazione e comunicazione pubblica;
c. monitorando l’effetto di riduzione sulla produzione di rifiuti conseguito annualmente alle attività realizzate nell’ambito del presente Protocollo d’Intesa.

Art 5
(Coordinamento e ripartizione degli oneri)
1. I soggetti firmatari concordano nell’affidare il coordinamento del suddetto T.T.C.P. ad un Ente di Gestione (da individuare).
2. Per le attività finalizzate all’attuazione del presente Protocollo d’Intesa, compreso il T.T.C.P., l’ Ente di Gestione mette a disposizione il proprio Ufficio e la propria struttura.
3. I soggetti firmatari partecipano alle iniziative per l’attuazione di cui al presente Protocollo d’Intesa, compreso i lavori del T.T.C.P. mettendo a disposizione, se utile e/o necessario, i propri uffici e le proprie strutture.
4. Nel caso in cui, nell’ambito delle attività di cui al presente Protocollo d’Intesa si decida di ricorrere alla fornitura di beni e/o servizi da parte di terzi (compresa l’organizzazione di convegni, la predisposizione di eventi, la realizzazione di campagne informative, ecc. ) le spese occorrenti verranno ripartite proporzionalmente tra i soggetti partecipanti sulla base di criteri condivisi.
5. L’Ente di Gestione effettuerà la gestione economico-finanziaria delle somme versate. I soggetti aderenti si impegnano a corrispondere, dopo l’approvazione dei rispettivi bilanci, la propria quota parte, che affluirà in un apposito capitolo istituito nel bilancio dell’ Ente di Gestione.
6. A conclusione di ogni anno l’Ente di Gestione, nell’ambito della relazione illustrativa inerente i risultati raggiunti di cui all’art. 4 comma c., provvederà a rendicontare l’attività svolta illustrando dettagliatamente costi e ricavi.
7. I soggetti firmatari potranno richiedere contributi per il finanziamento di attività inerenti l’applicazione del presente protocollo a soggetti pubblici (Comunità Europea, Stato, Regione, ecc. ) o a soggetti privati (fondazioni bancarie, supermercati, ecc). La richiesta di tali finanziamenti sarà presentata all’ Ente di Gestione in nome e per conto di tutti i soggetti partecipanti. I finanziamenti ricevuti andranno a totale beneficio del/i progetto/i finanziato/i.

Art 6
(Impegni dei soggetti firmatari)
1. I soggetti firmatari si impegnano a:
a. svolgere un’opera di sensibilizzazione nei confronti dei Comuni non aderenti e degli altri Enti locali presenti sul territorio al fine di ottenere la loro sottoscrizione al presente Protocollo d’Intesa;
b. assumere, nell’ambito delle proprie competenze, strumenti operativi (economici,finanziari, amministrativi) e obiettivi di riduzione della produzione di rifiuti in linea con le indicazioni e le proposte del T.T.C.P. di cui all’art. 4, comma a);
c. incentivare i gestori del servizio pubblico di gestione rifiuti urbani a supportare con ogni mezzo a loro disposizione le iniziative di cui al presente Protocollo d’Intesa;
d. supportare la diffusione delle registrazioni Emas e delle certificazioni ISO 14001 sia nella P.A. che sul territorio;
e. organizzare un appuntamento annuale (convegno, meeting, ecc ) sui temi della prevenzione e riduzione, con il riconoscimento delle migliori esperienze e dei risultati più significativi raggiunti;

Art 7
(Tavolo Tecnico di Concertazione Permanente)
1. I soggetti firmatari del presente protocollo partecipano di diritto al T.T.C.P. direttamente a mezzo del proprio legale rappresentante oppure tramite proprio delegato.
2. Il T.T.C.P., per il quale l’Ente di Gestione svolge attività di coordinamento, si riunisce di norma con cadenza bimestrale presso la sede del medesimo Ente.
3. Le decisioni sono prese a maggioranza dei soggetti, facenti parte del T.T.C.P., presenti agli incontri, purché siano presenti non meno della metà degli aventi diritto.
4. Altri soggetti possono essere invitati a prendere parte alle riunioni del T.T.C.P.
5. I gestori del servizio pubblico di gestione rifiuti urbani possono essere invitati a prendere parte ai lavori del T.T.C.P.
6. I soggetti firmatari possono in ogni momento decidere, di comune accordo, di modificare le modalità di partecipazione al T.T.C.P. Per operare tale decisione è necessario il consenso scritto di almeno due terzi dei soggetti firmatari.
7. Il T.T.C.P. elabora ad inizio anno un programma annuale di attività sulla base delle proposte avanzate.
8. Ciascun soggetto firmatario si impegna a favorire e promuovere tutte le azioni utili ad assicurare la diffusione delle informazioni sulla presente iniziativa.

Art 8
(Verifica dell’attività svolta)
1. I soggetti firmatari si impegnano a verificare congiuntamente l’attività svolta e gli obiettivi conseguiti.
2. A tal fine sarà cura del soggetto coordinatore (Ente di Gestione) predisporre e presentare annualmente all’assemblea di tutti i soggetti firmatari del Protocollo d’Intesa una relazione sull’attività svolta e sui risultati conseguiti.
Art 9
(Durata e modifica del Protocollo d’Intesa)
1. Il presente Protocollo d’Intesa ha validità di tre anni a partire dalla data di sottoscrizione e, alla scadenza, sarà rinnovato automaticamente, salvo atto di recesso da presentare da parte del soggetto firmatario almeno tre mesi prima della scadenza triennale.
2. I soggetti firmatari potranno modificare i contenuti del presente Protocollo al fine di conseguire migliori risultati nell’attività di prevenzione e riduzione. La delibera di modifica deve ottenere il consenso della maggioranza dei 2/3 dei soggetti firmatari.


Finito di scrivere il 29 novembre 2009


Comitato cittadino SIANO ECOSOSTENIBILE
Resp. Giuseppe Apicella
Recapito Tel. 3920276376
Email: sianoecosostenibile@hotmail.it

UN PAESE ESEMPIO

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