mercoledì 2 dicembre 2009

PROTOCOLLO IMPATTO POSITIVO linea guida

PROPOSTA DEL COMITATO CITTADINO SIANOECOSOSTENIBILE
Protocollo d'Intesa “IMPATTO POSITIVO”

In tutto il pianeta si discute di come poter rendere la nostra civiltà più sostenibile ponendo come base della questione tre principali argomenti: Acqua, Rifiuti ed Energia.
Esse rappresentano tre questioni fondamentali per il futuro del nostro pianeta. Ma non solo emergenze ambientali , anche l’emergenze sociali aumentano quando le strategie politiche di governo di un territorio non mettono al centro delle loro scelte la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale. Se non approdiamo ad una partecipazione vera e attenta, che relazioni e coordini un territorio, ed una continua informazione per determinare un aumento della coscienza collettiva sul valore dei beni comuni si rischia di perdere il controllo di fattori che determinano il nostro benessere.
Il Comitato Cittadino SianoEcosostenibile affronta con determinazione e coraggio queste sfide informandosi e proponendosi a scelte alternative che affrontino la sostenibilità attraverso l’informazione e la partecipazione.

Si è preso coscienza che sul nostro territorio il modello attuale di crescita è uniformato ad un consumismo scellerato con uno spreco insostenibile di materie prime, di energia e sulla produzione di una quantità enorme di rifiuti. Questo non può più essere definito “sostenibile”. Occorre comunicare ed agire in termini di “futuro possibile”. Il nostro modo di vivere l’unione fra uomo e ambiente deve modificarsi proponendo delle attività umane vincolanti ad un più semplice sistema ciclico che tenga presente il nostro sistema natura “limitato” e quindi spingendo verso un massimo risparmio sia di materie prime che energetico.

La questione rifiuti, negli ultimi anni, ha evidenziato lo stile di vita ed ha fatto emergere la problematica dello smaltimento di enormi montagne di scarti che la nostra società produce. Inoltre la produzione di rifiuti in Campania è aumentata ad un ritmo incontrollato, ogni anno più di 3,5 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono in discariche o inceneritori. La produzione procapite è aumentata da una media di 300 Kg/g/a, a quasi 500 Kg/g/a

Alcuni comuni campani (vedi Salerno e Mercato San Severino) hanno dimostrato che l’aumento dei rifiuti non è più un dato immodificabile, ma può essere governato con il coraggio di una politica che guarda alla sostenibilità e alla necessità di scelte coraggiose e concrete per un comune futuro possibile. La riuscita di questo percorso non è determinata dagli ostacoli pregiudizievoli presenti sul territorio, in particolar modo per la mentalità e lo stato d’illegalità, ma dalla continua informazione e dalla voglia di cambiare e migliorare.

La linea giuda per iniziare questo cammino e racchiusa in solo due parole: INFORMAZIONE ECOSOSTENIBILE e PARTECIPAZIONE.


SianoEcosostenibile propone al territorio un protocollo d’intesa denominato “IMPATTO POSITIVO”.
Attraverso varie riflessioni, incontri e studi siamo arrivati alla conclusione che solo una serie di azioni coordinate fra di loro e che mirano alla progressiva diminuzione dei rifiuti e all’eliminazione dal mercato di quei materiali di post consumo che non è possibile riciclare, si può realmente arrivare a concepire un percorso che porti ad un reale RIFIUTI ZERO. Percorso che sicuramente, senza nessun’ombra di dubbio, crea le basi di un impatto ambientale positivo nell’immediato.

Ecco una serie di azioni previste con il protocollo d’intesa ”IMPATTO POSITIVO”

Partendo dalla gestione dei rifiuti proponiamo ai comuni firmatari di spingere per una nuova RACCOLTA DIFFERNZIATA PORTA A PORTA congiunta dal punto di vista dell’informazione e delle esperienze acquisite. Proponendo questo obiettivo con un impegno costante mirato alla riduzione della produzione dei rifiuti alla base.


II primo elemento cardine su cui intervenire è il settore rifiuti è il sistema della raccolta. La raccolta domiciliare “Porta a porta” per la raccolta differenziata non basta più. Non si riesce in questo modo a rompere la barriera del 75%-80%, in quei rari casi in cui si è lavorato concretamente, ed in quei comuni che non riescono a sfiorare nemmeno il 45%, pur applicando il “porta a porta” domiciliare.
Per portare la raccolta differenziata al suo massimo dato di percentuale bisogna stimolare, informare e continuamente aiutare il CITTADINO. C’è bisogno di far sentire il cittadino più vicino possibile alla realtà che ci troviamo ad affrontare e la sua partecipazione deve essere riconosciuta. In tal senso proponiamo un sistema di
RACCOLTA DIFFERNZIATA PORTA A PORTA CON TARIFFA PUNTUALE E MATERIALE DI ALTA QUALITA’
Alla raccolta domiciliare si pensa di aggiungere, alcuni comuni già lo fanno, un premio in denaro in base al materiale di post consumo consegnato, il suo peso ne determina un contributo in denaro.
Tariffa puntuale: Attraverso un sistema di riconoscimento del sacchetto al cittadino viene riconosciuto un compenso economico in base al materiale differenziato.
Materiale di alta qualità: per i materiali di post consumo che il cittadino immette nella rete del riciclaggio viene riconosciuto ancora un altro compenso se questo prodotto viene consegnato all’eventuale gestore presso le micro “ISOLE ECOLOGICHE” in modo da immetterlo direttamente in produzione. Lavare i contenitori in alluminio, plastica, vetro, carta, tetrapak. Schiacciarli in modo da avere meno volume per il trasporto tipo le lattine, i contenitori in alluminio, le bottiglie di plastica ed il contenitore in tetrapak, il tutto viene inserito in sacchetto apposito che una volta riempito ne determina il peso.
Queste variazioni determinano un aumento sensibile della partecipazione cittadina che produrrà un forte aumento della percentuale della differenziata. La partecipazione è motivata anche con un reale ed immediato risparmio consistente della bolletta e in particolari casi con dei veri premi in denaro alle persone più virtuose.

Dobbiamo avviare una politica integrata sui rifiuti e sul’ambiente che non solo miri al necessario aumento della raccolta differenziata, ma che costruisca una strategia integrata per la riduzione dei rifiuti ed il loro riutilizzo e dell’inquinamento prodotto, con un investimento immane nella partecipazione, nell’informazione e nella sensibilizzazione volta al raggiungere l’obiettivo.

IL RICICLAGGIO
Tutto il materiale raccolto in maniera differenziata è avviato a riciclo.

L’organico, in attesa di poterlo trattare in un impianto che abbiamo in programma, viene inviato ad un impianto fuori sede, con ulteriori costi aggiuntivi ed maggiori emissioni di co2 per i trasporti. L’organico è destinato alla produzione del compost. Il Compost viene poi indirizzato verso tre filiere: l’utilizzo diretto in agricoltura, la commercializzazione alle aziende che producono terriccio ed un’ultima parte alle aziende che producono fertilizzanti. Processi che potremmo utilizzare per il nostro territorio sia da un punto di vista occupazionale che di benessere dei terreni delle nostre campagne.
La carta viene selezionata tra carta congiunta e selettiva, è venduta attraverso i consorzi (COMIECO, CONAI) per il recupero della carta da indirizzata alle aziende che poi producono cartone o carta riciclata.
Il mutlimateriale (vetro, plastica e lattine). La plastica viene suddivisa in 5 colori (trasparente, azzurrata, blu, verde e ad alta densità) al fine di valorizzarla al meglio nel mercato del riciclo e produrre rifiuto di alta qualità. La parte di materiale che non può essere immesso nel processo di riciclaggio viene avviato a smaltimento per il riutilizzo grazie a delle aziende italiane che li usano per la produzione di bancali in materiale triturato.


STATEGIA PER LA RIDUZIONE DEI RIFUTI E DELL’INQUINAMENTO

La strategia verso cui ci stiamo indirizzando cerca di combinare riciclaggio, e dunque raccolta differenziata, con politiche mirate a prevenire e ridurre la produzione dei rifiuti e dell’inquinamento. Dobbiamo unire buone pratiche ambientali con buone pratiche in campo sociale ed economico.

1. Compostaggio domestico
Circa il 30% dei rifiuti soldi urbani è composto dall’umido, la frazione organica. Grazie ad una grande campagna per il Compostaggio Domenistico, possiamo togliere dai rifiuti tonnellate di organico che possono andare direttamente nei terreni e negli orti, beneficiando il nostro territorio. Per incentivare questa buona pratica dobbiamo riconoscere un’ulteriore sconto del 20% sulla tariffa dei cittadini che praticano l’autocompostaggio.

2. acquistare verde
Per sottolineare anche l’importanza dell’utilizzo dei materiali riciclati e di alimentare il mercato dei prodotti con materie prime seconde, i Comuni devono adottare il sistema degli acquisti verdi, con un delibera di adesione alla procedura GPP (Green Public Procurement) tutti gli acquisti degli enti comunali si vincolano ad una procedura che selezioni i prodotti fatti dando una preferenza a quelli prodotti con materiale riciclato in modo da sostenere la domanda dei prodotti realizzati con un minor impatto ambientale e dimostrare che anche attraverso gli acquisti si può incidere.
Oltre alla procedura per acquisti verdi dobbiamo avviare un sistema che ha attivi la raccolta differenziata ed il recupero dei rifiuti speciali come, ad esempio i toner delle stampanti, che in questo modo possono essere rigenerati e avviati a nuova vita.

3. Acqua buona nelle mense
I comuni firmatari devono prendersi la responsabilità di valorizzare l’acqua del rubinetto che è di sicuro più controllata delle acque in bottiglia. L’acquisto di acque minerali comporta gravi conseguenze sull’ambiente per i rifiuti che producono ma anche per la grande circolazione di tir che attraversano l’Italia per trasportare l’acqua del Sud Italia al Nord e viceversa.
Con l’approvazione del protocollo d’intesa dobbiamo sostituire progressivamente dalle mense scolastiche le acque minerali con l’utilizzo delle brocche di acqua del rubinetto oppure distributori di acqua da rubinetto con filtro per regolare la parte pesante dell’acqua. Questo ci fa risparmiare sia in denaro che in impatto ambientale. Un risparmio da non sottovalutare. Ma più del risparmio si tutela la salute del cittadino che invogliato dalle massicce campagne pubblicitarie spendono il 1000% in più per l’acqua in bottiglia di plastica a discapito della propria salute.

5. Latte alla Spina
Per la riduzione degli imballaggi ma anche per la valorizzazione della “Filiera Corta” dobbiamo individuare gli allevatori di mucche che producano latte fresco che possa essere utilizzato con un distributore automatico del latte alla spina. Grazie a questo distributore:
- il cittadino potrà avere un latte più fresco, non trattato e più genuino,
- il latte sarà più economico perché con 1 euro si acquista 1 litro di latte fresco appena munto;
- all’allevatore viene riconosciuto più del doppio rispetto a quanto riconoscono le centrali del latte;
- il latte può essere acquistato con un proprio contenitore riutilizzandolo e risparmiando all’ambiente l’utilizzo dei contenitori “usa e getta”.
Grazie al distributore automatico del latte i comuni rendono ancora una volta un doppio vantaggio ai propri cittadini, quello economico e quello salutare proponendo il consumo di latte fresco appena munto.

6. Detersivi alla spina
Detersivi di qualità, naturali ed ecologici, di produttori locali, o da selezionare a meno chilometri possibili, devono essere acquistati direttamente usando un proprio contenitore! Bisogna spingere in diversi punti vendita dislocati su tutto il territorio dov’è possibile acquistare detersivi alla spina risparmiando e facendo risparmiare all’ambiente lo smaltimento di tanti inutili imballaggi. Tale iniziativa deve essere sponsorizzata dall’amministrazione locale come un beneficio collettivo e non solo del commerciante.

7. Ecosagre
I comuni firmatari si devono impegnare a coinvolgere le associazioni del territorio ad evitare gli usa e getta di plastica nelle sagre territoriali! Ecosagre significa ridurre l’impatto ambientale delle manifestazioni estive paesane nel territorio comunale. Gli organizzatori delle sagre estive per ricevere il contributo si impegnano a:
- differenziare tutti gli scarti prodotti dalla sagra;
- ridurre la produzione di rifiuti e di imballaggi durante le feste;
- utilizzare stoviglie, posate e bicchieri riutilizzabili o in materiale compostabile.
L’associazione o l’organizzazione della sagra più virtuosa sarà premiata con un maggior contributo che riceverà per l’anno successivo.

8. Pannolini ecologici
Grazie ai pannolini lavabili si riduce notevolmente la produzione di rifiuti ma anche la spesa! I nuovi Pannolini lavabili, semplici da usare, sono riutilizzabili: per il 90% sono costituiti da cotone biologico e materiali naturali, si possono lavare anche in lavatrice e comportano un risparmio di oltre il 70% per le famiglie rispetto ai normali pannolini. Il Comune firmatario s’impegna a distribuire alle famiglie con nuovi nati un kit di pannolini e, dopo un'iniziale sperimentazione di 20 giorni, a chi intende proseguire nel progetto, fornisce il secondo kit con una sovvenzione del 50%. La media nazionale per una famiglia nei primi tre anni del bambini spende fra i 1500,00 e 1650,00 € con i pannolini usa e getta. Mentre con i pannolini ecologici si arriva a spendere 350,00 € in tre anni. Quindi il risparmio notevole di circa 1.200,00 €.

9. Assorbenti ecologici
Si richiede alle farmacie comunali di procurarsi e pubblicizzare gli assorbenti ecologici. Grazie alla possibilità di essere lavati e più volte riutilizzati contribuiscono alla riduzione dei rifiuti. C'è anche un risparmio per le signore perché con la spesa equivalente di quattro mesi di "usa e getta" si acquistano assorbenti ecologici che durano 10 anni. Il prodotto è anallergico e facilmente lavabile. Le amministrazioni locali devono pubblicizzare l’evento con manifestazioni che dimostri che questo è un bene per la collettività e non per i soli farmacisti.

10. Mercatino di scambio e riuso
Gli oggetti inutilizzati possono essere utili agli altri. E' questa l'idea che sta alla base del mercatino di scambio e riuso. Al termine della giornata i cittadini hanno lasciato in piazza le cose che non servono più, che sono state messe all’asta, sono state vendute, scambiate, regalate o barattate. Gli oggetti invenduti verranno riciclati. Nelle isole ecologiche i comuni mettono a disposizione uno spazio dove raccogliere materiale che può essere ancora riutilizzato sia per un risparmio dei cittadini sia per un notevole abbassamento dei rifiuti conferiti.

11. Via la plastica da tutte le mense
I Comuni partecipanti a questo protocollo mettono al bando l'usa e getta! In tutte le mense scolastiche e comunali dove si usa la plastica, vengono invece inserite le lavastoviglie industriali e i piatti di coccio oppure posate e piatti in materiale da compostare. Niente più piatti o bicchieri di plastica ma piatti lavabili o riciclabili che permetto un ulteriore e notevole riduzione nella produzione degli scarti.

12. Micro Isole Ecologiche (MIE), stabili e mobili
Ogni Comune firmatario deve realizzare le MIE stabili, dislocate sul territorio, per la raccolta di olio esausto e materiale da inserire al riciclaggio di alta qualità. Queste MIE devono essere realizzate in materiale altamente riciclato e ben arredate in giardini pubblici e strutturate ad opera d’arte nelle piazze comunali. Un altro sistema e la MIA mobile, una stazione itinerante che sosta nei giorni prestabiliti, in diversi posti del paese, dove i cittadini consegnano direttamente ad un operatore il MATERIALE DI POST CONSUMO DI ALTA QUALITA’. L’operatore attraverso una lettura tipo BANCOMAT registra l’avvenuta consegna e segnala al cittadino il reale guadagno.

13. Bandire il sacchetto in plastica
Bandire i sacchetti di plastica negli esercizi commerciali con immediata delibera e realizzare una campagna d’informazione con la consegna dei sacchetti in stoffa, juta o canapa ad ogni famiglia del nostro territorio. Il costo dell’impatto ambientale di un sacchetto in plastica e di circa 10,00 € che moltiplicando per milioni e milioni si arriva ad un costo ambientale esorbitante che pagheranno i nostri figli sia in denaro che in salute. Con una delibera i comuni metteranno al bando il sacchetto in plastica e proporranno eventi per informazioni ai cittadini sui reali danni ambientali, economici e salutari che questa pratica comporta su tutto il nostro ecosistema.


14. Limitare l’uso dell’automobile
Con la strategia per ridurre i rifiuti contribuiamo alla riduzione dell’emissione di Co2 nell’aria grazia al processo del riciclaggio che ne produce meno rispetto alla lavorazione delle materie prime. Ma questo non basta, dobbiamo contribuire alla lotta per fermare il cambiamento climatico che si abbatte su tutto il pianeta. Per fare questo dobbiamo fare scelte importanti e coraggiose come la riduzione e lo stop alla circolazione delle auto in modo programmatico. I comuni firmatari si devono impegnare a realizzare isole pedonali nella maggior parte del territorio. Programmare un blocco della circolazione una volta alla settimana. Sostenere i cittadini che non usano l’automobile proponendo alternative o rafforzando il microtrasporto urbano con auto alimentate ad energia elettrica.

15. Bici e bici elettriche
Si ritiene di vitale importanza, per la riduzione delle emissioni di co2 dannose per la salute, incoraggiare l’uso della bicicletta con un’eco incentivo comunale per l’acquisto o la rottamazione di una bici o bici elettrica per tutti i cittadini. I comuni che aderiscono devono sensibilizzare con l’esempio degli amministratori (sindaci, assessori e consiglieri) l’uso della bicicletta e fornire ad un costo agevolato una bici a tutti i dipendenti comunali e dipendenti dei plessi scolastici. Solo attraverso una seria partecipazione pratica e visibile si può avere una risposta massiccia di tutti i cittadini. Altro esempio sono la polizia comunale in bici come succede in altre parti del mondo. In questa direzione si possono valutare i bicipoint, la dove prendi una bici in affitto con una scheda prepagata alla società gestore.

16. Il Pedibus scolastico
Alle uscite delle scuole si creano sempre ingorghi per una massiccia presenza di auto che avvolte per distrazione possono causare delle vere tragedie. Per evitare tutto questo si vuole incentivare il Pedibus attraverso una concertazione fra comune, scuole e genitori. I bambini che vivono in un determinato quartiere, condominio o frazione vengono messi in contatto dalla scuola che a turno vengono prelevati dai genitori che vivono in quelle zone realizzando una coda di bambini in fila per due che viene scortata dai genitori fino alle proprie abitazioni. Per ogni bambino che si iscrive al Pedibus gli viene rilasciato un bonus dal comune che restituirà alla scuola. La scuola che avrà raggiunto il massimo numero di bonus vincerà una somma in denaro da investire in acquisti o progetti ecosostenibili .


17. Edilizia ecosostenibile
I comuni partecipanti al protocollo d’intesa dovranno assicurare alle nuove generazioni una minore cementificazione e la costruzione di ambienti ad un altissimo risparmio energetico e un bassissimo impatto ambientale utilizzando materiale ecologico. Le nuove costruzioni devono produrre energia per il proprio mantenimento attraverso le nuove tecniche in ambito energetico come i pannelli solari termici, fotovoltaici, eolico, raccolta delle acque reflue e quelle piovane. Anche la costruzione e ristrutturazione di edifici comunali devono seguire le buone norme in campo sostenibile. Visto che l’emissione di polveri sottili, metalli pesanti e co2 sono causa di asme e allergie infantili, ed in alcuni casi di gravi malattie degenerative, per la costruzione di parcheggi, comunali o privati, ci si impegna ad evitare di realizzarli nelle vicinanze di centri ad altissima intensità abitativa e alle scuole, privilegiando la parte più periferica.

18. Filiera corta
Con l’aiuto delle associazioni competenti sul territorio e le cooperative agricole si propone di realizzare un mercato della Filiera Corta da proporre a cadenze regolari programmatiche nelle piazze dei comuni firmatari. Gli agricoltori e i produttori provenienti da una distanza massima di 100km propongono i loro prodotti ad un costo inferiore alla grande distribuzione con una qualità elevata non per la forma ma per le proprietà nutritive e l’assenza di pesticidi e concimi velenosi . Un filo diretto fra l’agricoltore e il consumatore. Saranno prediletti i coltivatori diretti dei comuni partecipanti al protocollo d’intesa e raccoglitori di erbe selvatiche commestibili.

19. La via dell’acqua
Ogni fontana comunale o beverini dovranno essere dotati di rubinetti a tempo, onde evitare sprechi inutili che non ci possiamo più permettere. Si predilige l’acqua del rubinetto allo scopo di diminuire l’emissione degli imballaggi ed una sempre più precaria salute dei cittadini. Si sensibilizza l’uso dell’acqua da rubinetto attraverso un’informazione che parte dalle scuole fino ad arrivare ai convegni e i dibattiti. Si realizza una guida che comprenda tutto il territorio dei comuni firmatari per segnalare le fontane comunali o beverini dove prelevare acqua (a funtan ell’acqua buon) per rassicurare il cittadino della bontà delle nostre acque. Nel caso in cui si preferisce si stabilisce l’installazione della casa dell’acqua dove è possibile prelevare anche acqua frizzante con aggiunta di anidride carbonica, pagandola ad un prezzo simbolico. Così facendo ancora una volta i comuni aderenti prediligono sia la riduzione dei rifiuti che la salute dei cittadini.


20. Illuminazione commerciale e pubblica
Dato che lo spreco di energia elettrica al 70% e da attribuire ai commercianti e agli edifici pubblici (comuni, scuole) si pensa d’intervenire su queste due categorie per realizzare una serie di esempi che stimolano il crescente desiderio di parteciparvi con più semplicità. I comuni ad IMPATTO POSITIVO devono sostenere e promuovere i commercianti che usano illuminazioni a led. Una vetrina illuminata a led fa risparmiare al commerciante circa il 60-70% e noi come comunità ne traiamo un beneficio ecologico. Se questo tipo di illuminazione deve essere adottata dai comuni stessi. Questa buona iniziativa è utilizzata, in altri comuni, anche per le illuminazioni cimiteriali. Un grande sforzo che comporta a tutti noi un grande beneficio.

21. Energia alternativa
Due buoni alleati per la lotta contro lo spreco e l’inquinamento sono il sole ed il vento. Il maggior contributo, ai fini di una società ecosostenibile, lo riceviamo da queste due fonti energetiche che, gratis, forniscono ogni giorno l’energia per far muovere il nostro pianeta. Questa fonte la si può utilizzare grazie alle nuove tecnologie in campo di energie alternative per i nostri consumi quotidiani. Centrali elettriche con un impatto ambientale bassissimo di cui i comuni utilizzeranno per fornire di corrente elettrica i loro edifici (uffici comunali, scuole, strade, cimitero) oppure per ricaricare i mezzi di trasporto, alimentati elettricamente, per il servizi ai cittadini. Per affrontare questa grande sfida possiamo, attraverso l’unione dei comuni firmatari del protocollo d’intesa “impatto positivo”, usufruire di un vantaggioso strumento che renderebbe la progettazione più attenta, attraverso altre esperienze, e la realizzazione meno costosa grazie ai gruppi d’acquisto ecosostenibili detti GAE. Con una informazione capillare ai cittadini e la realizzazione di un progetto compartecipato fra Comuni e gruppi di cittadini si pensa di realizzare un unico GAE per gli acquisti di centrali fotovoltaiche ed eoliche.

22. Il non riciclabile
Nel percorso da intraprendere, per ridurre i rifiuti, c’è uno zoccolo duro che con pazienza, determinazione, coraggio e continua informazione dobbiamo rompere. Sono i materiali non riciclabili. Materiali che alla fine della loro vita restano sul nostro pianeta per secoli. I comuni firmatari devono insieme intervenire e bandire la loro produzione e commercializzazione. Esempio: un vaso da fiori di plastica dal costo di 0.50 centesimi produrrà un costo ambientale di circa 10.00€, mentre un vaso fatto in legno dal costo di 2.00 sarà ad IMPATTO POSITIVO. Quindi alla fine dell’utilizzo il vaso in plastica sarà costato 10.50 € più la distruzione di ettari del nostro pianeta, mentre quello in legno solo 2.00 € con un impatto positivo alla fine della sua vita. Ma a questi costi bisogna aggiungere il disaggio crescente del problema dell’immondizia.









CONCLUSIONI
Informazioni ecosostenibile e progettazioni partecipata.
Per la riuscita di ogni argomento elencato e nella sua totalità nasce un percorso d’informazione ecosostenibile e progettazione partecipata. In ogni zona, quartiere, vicolo, condominio, piazze i cittadini devono essere invitati con autorità dai Sindaci, usando tutte le vie di comunicazione sostenibili e possibili. Il tutto deve mettere al centro l’informazione ecosostenibile come base per rendere il popolo consapevole e partecipativo alla progettazione di un nuovo sistema di concepire la propria città, il proprio quartiere e la propria abitazione. In poche parole la progettazione sostenibile del futuro dei propri figli.
Il messaggio deve essere calibrato verso un crescente positivismo. Questo è prodotto da una continua pubblicazione dei dati e delle mete raggiunte e con dei veri e propri incontri a carattere culturale dove premiare, riconoscere e incentivare sempre più le persone e le associazioni meritevoli. Queste iniziative accrescono la collaborazione fra Ente e Cittadini.
Fondamentale è la trasparenza, la legalità e la meritocrazia, pilastri basilari su cui costruire la crescita interiore di un forte senso civico in ognuno di noi. La valutazione quantitativa della coscienza civica è data dalla qualità del suo territorio. La qualità di un territorio è determinata dalla stretta collaborazione fra amministratori e cittadini, dove l’uno è aiuto dell’altro e dove sono ben definiti i propri ruoli.
IMPATTO POSITIVO
Protocollo d’Intesa sulla prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti e dell’inquinamento

I Comuni di Bracigliano, Castel San Giorgio, Mercato San Severino, Siano

VISTO il D.Lgs 152/06 e smi, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 179 che dispone che le pubbliche amministrazioni debbano perseguire in via prioritaria iniziative dirette a favorire la riduzione e la prevenzione della produzione e della nocività dei rifiuti;
VISTO il D. Lgs 152/06 e smi, Parte Quarta “Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati” ed in particolare l’art. 180 che, al fine di promuovere in via prioritaria la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti dispone che le iniziative di cui all’art. 179 riguardino in particolare:
a. la promozione di strumenti economici, eco-bilanci, sistemi di certificazione ambientale, analisi del ciclo di vita dei prodotti, azioni di informazione e sensibilizzazione dei consumatori, l’uso di sistemi di qualità, nonché lo sviluppo del sistema di marchio ecologico ai fini della corretta valutazione dell’impatto di uno specifico prodotto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del prodotto;
b. la previsione di clausole di gare d’appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti;
c. la promozione di accordi e contratti di programma o protocolli d’intesa anche sperimentali finalizzati, con effetti migliorativi, alla prevenzione ed alla riduzione della qualità e della pericolosità dei rifiuti;

VISTO la LEGGE REGIONALE n. 4 del 28 marzo 2007, “Norme in materia di gestione, trasformazione, riutilizzo dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”, le cui finalità, all’art. 4, sono:
a. prevenire, governare e ridurre la produzione e la pericolosità dei rifiuti;
b. potenziare e agevolare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani e speciali, adottando con priorità le misure dirette al recupero dei rifiuti mediante riutilizzo, riciclo e ogni altra azione diretta a ottenere da essi materia prima secondaria;
c. incentivare la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti privilegiando forme di trattamento che ne consentano il recupero e l’utilizzo produttivo conseguendo l’obiettivo della minimizzazione dell’impatto ambientale connesso allo smaltimento;
d. diminuire, mediante idonei e certificati trattamenti, la pericolosità dei rifiuti e garantire che i prodotti ottenuti dal relativo recupero non presentino caratteristiche di pericolosità superiori ai limiti ammessi dalla legislazione vigente per prodotti ottenuti dalla lavorazione di materie prime vergini;
e. contenere e razionalizzare i costi di gestione del ciclo dei rifiuti responsabilizzando, mediante attività concertative a scala territoriale, gli enti locali, incentivandone la partecipazione attiva nelle procedure di predisposizione, adozione, approvazione e aggiornamento dei piani di gestione dei rifiuti;
f. promuovere l’utilizzo di strumenti economici, bilanci-ambientali, strumenti di certificazione ambientale -norme ISO ed EMAS- nonché dei sistemi di qualità quali lo sviluppo del marchio di qualità ecologica -ECOLABEL- volti a promuovere prodotti con un minore impatto sull’ambiente contribuendo a un uso efficiente delle risorse e a un elevato livello di protezione dell’ambiente;
g. garantire in linea generale l’autosufficienza regionale in conseguenza dei principi di autosufficienza di ogni ambito territoriale ottimale -ATO- e di compensazione di cui agli articoli 15 e 29;
h. favorire la crescita di un mercato verde attraverso la promozione di strumenti quali Green Public Procurement -GPP;
i. individuare forme di cooperazione, sinergie e interazioni istituzionali tra i vari livelli delle autonomie territoriali in conformità ai principi di sussidiarietà e solidarietà territoriale, fermo restando le funzioni e i compiti di indirizzo, per ambiti territoriali sovra comunali, riservati alla regione;
j. prevedere nelle gare di appalto relative alla gestione dei rifiuti criteri che valorizzano le capacità e le competenze tecniche nella prevenzione della produzione dei rifiuti stessi;
k. salvaguardare e incrementare i livelli occupazionali e garantire le condizioni contrattuali degli operatori del settore secondo quanto stabilito dalla contrattazione collettiva;
l. promuovere le attività finalizzate al miglioramento delle conoscenze e delle capacità di intervento e regolamentare le fasi fondamentali necessarie a un effettivo recupero della frazione organica da rifiuto;
m. attuare gli strumenti di prevenzione e riduzione integrati dell’inquinamento –IPPC ovvero per i settori di interesse prevedere il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale;
n. superare lo stato di emergenza nei settori della gestione dei rifiuti;
o. provvedere alla bonifica e al ripristino ambientale dei siti inquinati di interesse regionale.

VISTO il Titolo IV, Capo I, artt. 15, 16, 20 della stessa legge regionale, così come modificati dalla Legge Regionale n. 4 del 14 aprile 2008;
VISTO la legge regionale n. 4 del 14 aprile 2008;
VISTO il Decreto Legge n. 90 del 23 maggio 2008, convertito in legge con modificazioni con la legge 123 del 14 luglio 2008;
VISTO la Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, pubblicata sulla G.U.C.E. il 22 novembre del 2008, cui dovranno essere uniformate le legislazioni nazionali, che stabilisce misure volte a proteggere l’ambiente e la salute umana prevenendo o riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti, riducendo gli impatti complessivi dell’uso delle risorse e migliorandone l’efficacia, che dà grande enfasi alle politiche di prevenzione dei rifiuti; in tal senso per migliorare le modalità di attuazione delle azioni di prevenzione dei rifiuti negli stati membri e per favorire la diffusione delle migliori prassi in questo settore, è necessario rafforzare le disposizioni riguardanti la prevenzione dei rifiuti introducendo l’obbligo, per gli Stati membri, di elaborare programmi di prevenzione dei rifiuti incentrati sui principali impatti ambientali e basati sulla considerazione dell’intero ciclo di vita dei prodotti e dei materiali;


CONSIDERATO che l’obiettivo di “IMPATTO POSITIVO” è quello di attuare una politica concreta di riduzione della presenza di imballaggi nei rifiuti, nonché dell’ emissione di inquinanti, e di creare una “rete” organizzativa tesa a ingenerare comportamenti virtuosi da parte degli utenti e dei soggetti, pubblici o privati, coinvolti nella produzione delle merci, nella distribuzione e commercializzazione dei prodotti e nella gestione del ciclo di raccolta, recupero e trattamento dei rifiuti;

CONSIDERATO che “IMPATTO POSITIVO” intende promuovere ed avviare azioni innovative sul territorio provinciale in tema di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti urbani e assimilati e degli inquinanti in genere.

CONSIDERATO che per la realizzazione di un’efficace politica di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti urbani e assimilati i Comuni firmatari debbano promuovere pratiche avanzate di prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti.

RITENUTO a tal fine necessario il coinvolgimento dei soggetti gestori del servizio pubblico di gestione rifiuti urbani di tutto il territorio che comprende i Comuni partecipanti.

RITENUTO necessario, sin dal momento della sua approvazione da parte dei Soggetti Fondatori, estendere l’adozione del presente Protocollo agli altri Comuni della Provincia di Salerno che non abbiano aderito, in modo da creare un terreno favorevole (scambi di esperienze, coordinamento delle azioni, integrazione delle misure, ecc) alla sperimentazione e realizzazione di buone pratiche di prevenzione e riduzione di rifiuti in tutto il territorio provinciale;



su proposta del Comitato Cittadino SianoEcosostenibile


convengono e stipulano il seguente Protocollo d’Intesa “IMPATTO POSITIVO” costituito di n. 9 articoli, con l’obiettivo di promuovere e sostenere azioni concrete per la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti e delle sostanze inquinanti.








Art 1
(Soggetti Firmatari)
1. Sono Soggetti Firmatari:
a) I Comuni della Provincia di Salerno i cui Sindaci sottoscrivano il presente Protocollo d’Intesa entro e non oltre il ../../….;
b) Il Comitato Cittadino “SianoEcosostenibile”;
c) L’Amministrazione Provinciale di Salerno;

Art 2
(Adesioni successive)
1. I Comuni che non hanno inizialmente aderito, possono diventare soggetti firmatari aderendo formalmente al Protocollo d’Intesa nell’esercizio successivo o in quelli seguenti, accettando le iniziative in corso o programmate.

Art 3
(Obiettivi del Protocollo d’Intesa)
1. I soggetti firmatari nel presente Protocollo d’Intesa concordano sulla necessità d’individuare e sperimentare forme concrete di riduzione dei rifiuti, in particolar modo dei rifiuti da imballaggio, e delle sostanze inquinanti in genere, e stabiliscono di operare congiuntamente a tale scopo ponendosi l’obiettivo di sviluppare:
a. un’ampia informazione e sensibilizzazione dei cittadini verso un contenimento e un’ effettiva riduzione della produzione di rifiuti e verso acquisti sostenibili, frutto di scelte consapevoli;
b. l’individuazione di programmi e strategie condivise tra i soggetti firmatari e soggetti economici della produzione e della distribuzione dei beni e altri soggetti da individuare sulla base di specifiche iniziative, in grado di attivare azioni finalizzate alla riduzione della produzione dei rifiuti. A tal fine accordi successivi alla stipula del presente Protocollo potranno essere allegati e divenire parte integrante del presente Protocollo;
c. iniziative volte alla prevenzione e riduzione dei rifiuti nell’ambito della gestione delle mense pubbliche ( compreso l’inserimento di opportune clausole nella predisposizione delle gare d’appalto) e la definizione di azioni integrate finalizzate alla gestione sostenibile dei rifiuti prodotti in occasione di eventi straordinari (feste, meeting, concerti, mostre, sagre paesane, etc. ).

Art 4
(Modalità di attuazione)
1. Gli obiettivi di cui all’art. 4 verranno perseguiti nel seguente modo:
a. predisponendo un Tavolo Tecnico di Concertazione Permanente ( d’ora in avanti T.T.C.P.) tra i soggetti firmatari che definisca e coordini le iniziative operative di cui alle lettere a), b) e c) del
precedente art. 3;
b. predisponendo apposite campagne d’informazione e comunicazione pubblica;
c. monitorando l’effetto di riduzione sulla produzione di rifiuti conseguito annualmente alle attività realizzate nell’ambito del presente Protocollo d’Intesa.

Art 5
(Coordinamento e ripartizione degli oneri)
1. I soggetti firmatari concordano nell’affidare il coordinamento del suddetto T.T.C.P. ad un Ente di Gestione (da individuare).
2. Per le attività finalizzate all’attuazione del presente Protocollo d’Intesa, compreso il T.T.C.P., l’ Ente di Gestione mette a disposizione il proprio Ufficio e la propria struttura.
3. I soggetti firmatari partecipano alle iniziative per l’attuazione di cui al presente Protocollo d’Intesa, compreso i lavori del T.T.C.P. mettendo a disposizione, se utile e/o necessario, i propri uffici e le proprie strutture.
4. Nel caso in cui, nell’ambito delle attività di cui al presente Protocollo d’Intesa si decida di ricorrere alla fornitura di beni e/o servizi da parte di terzi (compresa l’organizzazione di convegni, la predisposizione di eventi, la realizzazione di campagne informative, ecc. ) le spese occorrenti verranno ripartite proporzionalmente tra i soggetti partecipanti sulla base di criteri condivisi.
5. L’Ente di Gestione effettuerà la gestione economico-finanziaria delle somme versate. I soggetti aderenti si impegnano a corrispondere, dopo l’approvazione dei rispettivi bilanci, la propria quota parte, che affluirà in un apposito capitolo istituito nel bilancio dell’ Ente di Gestione.
6. A conclusione di ogni anno l’Ente di Gestione, nell’ambito della relazione illustrativa inerente i risultati raggiunti di cui all’art. 4 comma c., provvederà a rendicontare l’attività svolta illustrando dettagliatamente costi e ricavi.
7. I soggetti firmatari potranno richiedere contributi per il finanziamento di attività inerenti l’applicazione del presente protocollo a soggetti pubblici (Comunità Europea, Stato, Regione, ecc. ) o a soggetti privati (fondazioni bancarie, supermercati, ecc). La richiesta di tali finanziamenti sarà presentata all’ Ente di Gestione in nome e per conto di tutti i soggetti partecipanti. I finanziamenti ricevuti andranno a totale beneficio del/i progetto/i finanziato/i.

Art 6
(Impegni dei soggetti firmatari)
1. I soggetti firmatari si impegnano a:
a. svolgere un’opera di sensibilizzazione nei confronti dei Comuni non aderenti e degli altri Enti locali presenti sul territorio al fine di ottenere la loro sottoscrizione al presente Protocollo d’Intesa;
b. assumere, nell’ambito delle proprie competenze, strumenti operativi (economici,finanziari, amministrativi) e obiettivi di riduzione della produzione di rifiuti in linea con le indicazioni e le proposte del T.T.C.P. di cui all’art. 4, comma a);
c. incentivare i gestori del servizio pubblico di gestione rifiuti urbani a supportare con ogni mezzo a loro disposizione le iniziative di cui al presente Protocollo d’Intesa;
d. supportare la diffusione delle registrazioni Emas e delle certificazioni ISO 14001 sia nella P.A. che sul territorio;
e. organizzare un appuntamento annuale (convegno, meeting, ecc ) sui temi della prevenzione e riduzione, con il riconoscimento delle migliori esperienze e dei risultati più significativi raggiunti;

Art 7
(Tavolo Tecnico di Concertazione Permanente)
1. I soggetti firmatari del presente protocollo partecipano di diritto al T.T.C.P. direttamente a mezzo del proprio legale rappresentante oppure tramite proprio delegato.
2. Il T.T.C.P., per il quale l’Ente di Gestione svolge attività di coordinamento, si riunisce di norma con cadenza bimestrale presso la sede del medesimo Ente.
3. Le decisioni sono prese a maggioranza dei soggetti, facenti parte del T.T.C.P., presenti agli incontri, purché siano presenti non meno della metà degli aventi diritto.
4. Altri soggetti possono essere invitati a prendere parte alle riunioni del T.T.C.P.
5. I gestori del servizio pubblico di gestione rifiuti urbani possono essere invitati a prendere parte ai lavori del T.T.C.P.
6. I soggetti firmatari possono in ogni momento decidere, di comune accordo, di modificare le modalità di partecipazione al T.T.C.P. Per operare tale decisione è necessario il consenso scritto di almeno due terzi dei soggetti firmatari.
7. Il T.T.C.P. elabora ad inizio anno un programma annuale di attività sulla base delle proposte avanzate.
8. Ciascun soggetto firmatario si impegna a favorire e promuovere tutte le azioni utili ad assicurare la diffusione delle informazioni sulla presente iniziativa.

Art 8
(Verifica dell’attività svolta)
1. I soggetti firmatari si impegnano a verificare congiuntamente l’attività svolta e gli obiettivi conseguiti.
2. A tal fine sarà cura del soggetto coordinatore (Ente di Gestione) predisporre e presentare annualmente all’assemblea di tutti i soggetti firmatari del Protocollo d’Intesa una relazione sull’attività svolta e sui risultati conseguiti.
Art 9
(Durata e modifica del Protocollo d’Intesa)
1. Il presente Protocollo d’Intesa ha validità di tre anni a partire dalla data di sottoscrizione e, alla scadenza, sarà rinnovato automaticamente, salvo atto di recesso da presentare da parte del soggetto firmatario almeno tre mesi prima della scadenza triennale.
2. I soggetti firmatari potranno modificare i contenuti del presente Protocollo al fine di conseguire migliori risultati nell’attività di prevenzione e riduzione. La delibera di modifica deve ottenere il consenso della maggioranza dei 2/3 dei soggetti firmatari.


Finito di scrivere il 29 novembre 2009


Comitato cittadino SIANO ECOSOSTENIBILE
Resp. Giuseppe Apicella
Recapito Tel. 3920276376
Email: sianoecosostenibile@hotmail.it

sabato 21 novembre 2009

CONCRETIZZARE, PARTECIPARE.


Dobbiamo fare di più. Si può fare di più. Proposta per realizzare un piccolo mercato dell'usato. Perkè? Perchè comprare nuovo significa mettere in circolazione altri rifiuti che magari non servono, perkè molte volte si buttano oggetti che funzionano ancora ma che non servono più. Riutilizza. Riusa. Per collaborare a ridurre i prodotti post consumi bisogna fare rete ed informazione. Mi capita molte volte che giu a via zambrano (ex discarica) vedo oggetti che sono praticamente ancora riutilizzabili oppure prendere prodotti destinati al rifiuto da rimettere in vita. Ma purtroppo sono fermi e bloccati nel centro di trasferenza momentaneo. Bici per bambini, passeggini, culle, frigoriferi, micronda, cucine, mobili ecc... Abbiamo proposto al nostro primo dipendente e il geometro V.Leo di realizzare una piattaforma di raccolta per materiali usati non ancora destinati ad essere rifiuto. L'idea sembra che sia stata recepita dai i nostri dipendenti. Speriamo che una proficua collaborazione fra i cittadini e l'ammistrazione sia l'inizio di una intesa che miri a migliorare il nostro paese. Però permettemi di fare una appunto: le strade sono sporche perchè i cittadini sporcano troppo, l'immondizia è aumentata, non abbiamo un'isola ecologica, non abbiamo un sito di compostaggio, ma si sta progettando un percorso che riorganizzi la nostra Siano in modo civile e sicuro. Iscrivetevi al comitato cittadino e collaboriamo insieme per portare avanti le denunce che possono rendere il nostro paese più civile.

venerdì 13 novembre 2009


A Calimera (Lecce) si generera' energia elettrica bruciando legno derivante dalla potatura degli ulivi grazie ad un impianto di microgenerazione con un impianto da un Mwe nella zona Pip. L'impianto potra' essere alimentato dalla legna che normalmente viene bruciata nei camini privati e la cui produzione nel Salento e' stimata in 250.000 tonnellate. Negli ultimi anni, gran parte di questa legna va sprecata perche', a causa della scomparsa dei camini e dei costi esosi, viene bruciata dai contadini nelle campagne. L'impianto di Calimera, presentato oggi in un incontro nella sede della Confindustria di Lecce, sara' realizzato dalla Fiusis, e impiega la tecnologia piu' moderna.Secondo la societa' costituisce una novita' assoluta in Europa (un plastico dell'impianto e' stato esposto alla Fiera internazionale del legno di Hannover in Germania) e sara' ubicato in un capannone di circa 800 metri quadrati. E' costituito essenzialmente da una caldaia a griglia mobile in cui, tramite una tramoggia, viene conferito il legno tritato d'ulivo. Il calore prodotto viene trasferito dopo vari passaggi ad un fluido che, veicolato nei tubi ed espandendosi, aziona la turbina che produce energia elettrica. Le ceneri prodotte vengono riutilizzate come concime, mentre le emissioni sono al di sotto dei limiti di legge e perfettamente compatibili con l'ambiente e gia' a 100 metri dall'impianto sono ''insignificanti''(fonte ANSA)

martedì 10 novembre 2009

PRIMI PASSI DI ECOSOSTENIBILITA'?

Finalmente! Succede nel nostro paese? Letto l'articolo del sindaco sulla rivalutazione dell'agricoltura? Su questo siamo pienamente con lui. Sosteniamo questo progetto e spero che tutti capiscono l'importanza. Siamo contenti che si parli di impianto di compostaggio grazie al dipendente dei cittadini "IL SINDACO". Ora speriamo che sia ancora più sensibile e faccia la campagna e la delibera per sostituire i sacchetti in plastica con quelli riciclabili come juta, canapa e stoffa. Grazie signor Sindaco.Ora dobbiamo chiedere al signor sindaco: xkè non ci ha ancora invitati? Sappiate che noi abbiamo fatto al nostro comune ben 22 richieste protocollate dal 27 luglio al 7-8 ottobre e fino ad adesso senza una sola risposta e senza mai essere invitati. Poi succede che a settembre noi ci presentiamo sul comune dopo un accordo telefonico (abbiamo chiamato noi) con il sindaco per parlare dell'incontro del 2 ottobre con Alessio Ciacci. L'incontro avviene con Silvio Rescigno assessore all'ambiente. Un incontro di confronto e serenità con l'assessore Silvio R.. Ad un certo punto entra il sindaco aditandoci come persone che complottano contro la sua amministrazione per un video sul degrado a Siano e in particolar modo le palazzine popolari. (vedi il video http://www.youtube.com/watch?v=aVehn_ikx4U ) Video che racconta una realta di fatto sotto gli occhi di tutti (perlomeno per i più sensibili). Ribadisco il concetto:noi non siamo contro l'amministrazione. Poi appare in tv a filo diretto e dice che con noi non ci vuole parlare e segnala che con Apicella Pino non ci vuole parlare. Succesivamente alla trasmissione ci fa sapere che vuole incontrarci. Per noi va bene. E' passato più di un mese. Naturalmente noi capiamo gli innumerovoli impegni e le difficoltà che un nostro amministratore trova. Quindi la nostra campagna di sensibilizzazione ha effetto anche senza incontrare il nostro primo dipendente. Noi siamo veramente entusiati dell'articolo sulla rivalutazione dell'Agricoltura nel nostro paese e speriamo che continui anche sulla proposta di un impianto di compostaggio, quindi non fa nulla se non c'incontra e non ci vuole parlare, tanto noi continueremo a fare informazione e magari poi troviamo qualche altro articolo entusiasmante su qualche giornale. GRAZIE!

venerdì 16 ottobre 2009

La Scuola EcoSostenibile

LA SCUOLA ECOSOSTENIBILE
Dopo l’incontro del 2 ottobre 2009 fra Alessio Ciacci e le classi di quinta delle scuole elementari di Siano abbiamo visto e vissuto l’interesse che i bambini mostravano sulla questione dei “RIFIUTI ZERO” sentendosi protagonisti e più responsabili degli adulti. Bambini consapevoli che non basta fare il proprio dovere in materia di salvaguardia dell’ambiente.
. Alle domande di Alessio Ciacci, scaturite da esempi di vita quotidiana, i bambini sapevano e rispondevano criticando il modo di porsi di alcuni adulti (nello specifico molte volte i genitori) nella semplice attuazione (secondo i bambini) delle norme naturali per sostenere il nostro SISTEMA NATURA.
I bambini ed i loro interventi ci fanno riflettere. Forse la ricerca di una coscienza responsabile in materia di rispetto dell’ambiente e tutela del verde appartiene esclusivamente ad un bisogno degli adulti, genitori ed insegnati e non dei bambini che sentono, percepiscono e vivono LA NATURA. Per cui nella stesura del programma “RIFIUTI ZERO” sentiamo il bisogno di realizzare un rovesciamento dei ruoli mettendo i bambini come insegnati (una volta ogni 15giorni in assemblee). I bambini possono in tutta libertà esprimere le loro idee per capire dove noi adulti commettiamo degli sbagli e come poter riparare. Saranno loro attraverso un percorso di apprendimento sulle tematiche ambientali, ciclo della natura, inquinamento ecc, che potranno fornirci delle idee per affrontare le tematiche su: RIFIUTI ZERO, CEMENTIFICAZIONE ZERO, ARIA PULITA, ACQUA PUBBLICA, VIABILITA’, EDILIZIA.
Ad alcuni bambini delle scuole elementari abbiamo ipotizzato di realizzare un paese senza smog e senza rifiuti. Quando si è parlato di un paese solo percorso da bici i bambini ne sono stati entusiasti, l’idea di strade senza auto i bambini sono impazziti di gioia alla proposta di chiamare le strade con i personaggi delle fiabe toccano l’apoteosi ed infine ci hanno consigliato di riempire le strade di alberi e fiori e si sono sentiti in paradiso.
Ma la cosa “strana” che anche noi adulti, responsabili dell’inquinamento e del consumismo scellerato, a sentire queste idee ci sorride il cuore …
Fatte queste ed altre riflessioni SIANOECOSOSTENIBILE chiede alla scuola Elementare, scuola Media e alle amministrazioni del nostro paese d’inserire nel consiglio comunale la presenza di bambini i quali possono collaborare alle decisioni che mirano a realizzare un futuro per loro stessi con una percezione e sensibilità migliore di come lo hanno fatto gli adulti in passato. Importante nella riuscita del progetto è estirpare quegli argomenti che ci costringono ad attingere a surrogati pensieri filosofici della società di oggi che ci fa pensare che tutto questo sono solo scemenze. Il Consiglio Comunale compartecipato dai bambini non deve essere visto come una sede distaccata o da mettere in uno spazio ben definito è lontano dalle decisioni. Deve essere il fulcro che faccia riflettere sulle valutazioni reali di un progetto e che possa migliorare il discorso fino a diventare stimolo per il miglioramento del nostro paese.
NOI CREDIAMO NEI NOSTRI FIGLI E VOI?
Per partire in tal direzione il COMITATO CITTADINO SIANOECOSOSTENIBILE in collaborazione con la Scuola ed il Comune propone di realizzare UNA BANCA ECOLOGICA allo scopo di sensibilizzare gli adulti attraverso il gioco dei bambini, d’insegnare agli insegnati come il loro esempio è fondamentale come quello dei genitori. I Bambini vanno guidati ma alle loro provocazioni, ai loro bisogni naturali, alla progettualità del loro futuro noi abbiamo molto da imparare.
Il nostro comune è COMUNE RICICLONE IN CAMPANIA, cioè facciamo molto bene la raccolta differenziata separando i materiali da riciclare, ma questo non basta perché i numeri restano numeri, bisogna ancor di più sensibilizzare il SENSO CIVICO che porti a percorrere la strada dei “RIFIUTI ZERO” per modificare il nostro paese e renderlo fra i paesi più virtuosi in ITALIA per
RIDUZIONE, RIUTILIZZO E RICICLAGGIO dei rifiuti a beneficio del nostro SISTEMA NATURA.
Ora insieme a dei bambini si pensava di organizzare un gioco dove i bambini stessi decidono le regole, sbagliando e migliorando. Questo gioco intende contribuire alla raccolta di materiale da riciclare come la carta, alluminio e plastica.
· Preparare un bozza della BANCA ECOLOGICA (i bambini ne potranno cambiare anche il nome)
· I bambini delle scuole costruiranno appositi contenitori per la raccolta.
· I bambini avranno contatti diretti con COMIECO per imparare il percorso della carta.
· Si visiteranno i vari enti e si interrogheranno i vari responsabili del percorso del riciclaggio.
· Potranno organizzare i ruoli mentre il gioco è in corso migliorandone le regole.
· Programmare la vendita dei materiali da riciclare.
· Obbiettivo del ricavo: una proposta è stata quella di comprare materiale utile per la scuola.
· Stesura del programma definitivo della “BANCA ECOLOGICA”.
· Relazione e commenti al CONSIGLIO COMUNALE.
· Stampa di un depliant riportando: le regole del gioco, i ruoli del gioco, una relazione per classe con relativo fumetto o disegno e consigli per il futuro. Il tutto stampato su carta riciclata.
· Fine.
Questo gioco realizza molteplici sviluppi di coscienza a diversi livelli. Uno quello organizzativo inteso come distribuzione dei ruoli e due una coscienza che interpreti ad ogni scelta le cause e gli effetti che possono avventarsi sul nostro sistema NATURA.
Ma la parte importante è quella di seguire i bambini e le loro idee, così possiamo imparare come la natura con l’intelligenza, la spontaneità con la semplicità d’animo possono produrre un mondo ECOSOSOTENIBILE.
AIUTIAMOCI A CAMBIARE IL NOSTRO PAESE

giovedì 8 ottobre 2009

PROPOSTA DI PROTOCOLO NUMERO 1

PROPOSTA DI PROTOCOLO NUMERO 1
SULLE GRANDI LINEE: COME MIGLIORARE LA NOSTRA VITA
Dopo l’incontro del 2 ottobre 2009 tenutosi a Siano (Sa) , insieme alle persone presenti al convegno: “IL CAMBIAMENTO E’ IN ATTO, RIFIUTI ZERO”, Sindaco di Bracigliano FERDINANDO ALBANO, Assessore al territorio e Ambiente di Mercato San Severino EDUARDO CALIANO, presidente della Bimed IOVINO ANDREA, Assessore all’ambiente di Capannori (LU) ALESSIO CIACCI.
Noi di SIANOECOSOSTENIBILE Proponiamo
una serie di punti su cui costruire un sistema per rendere la vita dei nostri concittadini migliore dal punto di vista dell’INFORMAZIONE, della CULTURA, dell’ AMBIENTE e della VIVIBILITA’. Cercando ognuno nel proprio territorio ( BRACIGLIANO, SIANO, CASTEL SAN GIORGIO, MERCATO SAN SEVERINO) di fare il maggior sforzo possibile realizzando un’intesa a sviluppare una NUOVA POLITICA BASATA SULL’ECOSOSTENIBILITA’ .

1. Individuare un sistema di acquisto di prodotti e servizi a tutela dell’ambiente
2. Individuare sistemi e mercati che non mettono in discussione la salute dei nostri cittadini
3. Proposte e incentivi per la NUOVA ECONOMIA “L’Agricoltura ed l’Allevamento”
4. Scegliere prodotti che abbiano un minore impatto ambientale nelle nostre vicinanze
5. Cercare società che producono prodotti non inquinanti
6. Cercare ed incentivare aziende per la vendita alla spina
7. Rendere migliore la comprensione della raccolta differenziata con tutti i canali d’informazione
8. Proporre la “RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA DI ALTA QUALITA’ A TARIFFA PUNTUALE”
9. Riduzione delle risorse energetiche
10. Riduzione delle risorse naturali
11. Riduzione della produzione dei rifiuti
12. Riduzioni degli agenti inquinanti
13. Incentivare l’uso della bici e della passeggiata a piedi
14. Proporre un sistema di circolazione pubblica alimentata ad energia elettrica
15. Disciplinare il comportamento civico iniziando dagli OVER
16. Costituire un gruppo di bambini da rendere partecipi alla TUTELA DELL’AMBIENTE
17. La Scuola attraverso la voce dei bambini fa CONSIGLIO COMUNALE.
18. Informare ed incentivare per il FOTOVOLTAICO
19. Informare ed incentivare sulle ECO-FESTE Sagre e manifestazioni a RIFIUTI ZERO
20. Informare ed incentivare l’uso dei pannolini lavabili
21. Informare ed incentivare il compostaggio domestico
22. Informare ed incentivare gli shoppers (buste per la spesa) ecosostenibile

Nella stesura dei punti sopra elencati sono sicuramente stati dimenticati o non contemplati alcuni che potremmo aggiungere durante i nostri incontri.
I servizi che il nostro sistema mette in atto avvolte non sono valutati dal punto di vista della ricaduta sull’ambiente, inciampando in gravi errori. Come ad esempio nella raccolta differenziata porta a porta viene invitato il cittadino a dividere il materiale di post consumo per rendere più facile il loro riciclaggio e per mantenere l’inquinamento di CO2 basso. Ma se pensiamo che per raccogliere i rifiuti porta a porta usiamo furgoni a diesel noi abbassiamo il tasso d’inquinamenti molto meno rispetto i valori di prima ANNULLANDO così il totale beneficio ambientale che questa operazione doveva renderci.
Quindi ogni scelta che viene proposta per rendere un servizio ai cittadini deve assolutamente rientrare in un PROTOCOLLO che insieme cercheremo di realizzare ed aggiornare fino ad arrivare ad un ottimo rapporto fra prodotti e servizi che abbiano un impatto ambientale positivo se non al 100% quasi pari 99%.
Bisogna fare attenzione anche alle scelte mirate a dare un servizio ai cittadini come la realizzazione di nuovi parcheggi. Costruire nuovi parcheggi dà al cittadino la consapevolezza (sbagliata) che può usare la propria auto in modo sconsiderato ed a proprio piacimento e ancora più grave lo stimola all’acquisto di un’altra auto. Se si tiene conto dell’impatto ambientale negativo con l’aumento dello smog, con la pericolosità di compromettere il tessuto ambientale che lo circonda durante la realizzazione della struttura stessa, e le malattie che aumentano per l’inalazione di CO2 che comporta sulla salute dei nostri figli l’aumento delle asme e delle allergie ( dovute all’aumento dell’inquinamento e non alla polvere quant’essa e data da solo sostanze naturali del terreno) probabilmente gli ideatori stessi farebbero marcia indietro.

Da queste riflessioni pensiamo di chiamare questo protocollo: IMPATTO POSITIVO
Ognuno di noi può fare la sua parte …

giovedì 24 settembre 2009

COMUNICATO STAMPA NUMERO 1


Il giorno 2 ottobre a SIANO (Sa) alle 20.00 presso il BAR IDEAL in piazza Municipio il COMITATO CITTADINO "SIANO ECOSOSTENIBILE" ha organizzato un incontro con ALESSIO CIACCI assessore all'ambiente del comune di CAPANNORI - LUCCA, argomento dell'incontro "IL CAMBIAMENTO E' IN ATTO: RIFIUTI ZERO" ispirato da PAUL CONNET . Durante la serata raccoglieremo le firme per la battaglia legale intrapresa dall'associazione DIRITTO AL FUTURO per recuperare il 7% dei soldi del CIP6 rubatoci sulla bolletta dell'ENEL. All'incontro saranno presenti: FAUSTO BAROSCO Meetup134 - Beppegrillo.it GIOVANNI ROMANO Assessore all'ambiente della Provincia di Salerno I sindaci o i loro Assessorati preposti di: SIANO, CASTEL SAN GIORGIO, MERCATO S. SEVERINO, BRACIGLIANO Aldo Vastola responsabile del PATTO DELL'AGRO Andrea Iovino presidente della BIMED per maggiori informazioni chiama APICELLA PINO cell. 3920276376

Diamo un senso alle cose... del nostro volantino sarà stampato solo in 100 copie per non sprecare carta e denaro... e quindi per non contribuire alla massiccia deforestazione nel mondo. AIUTACI A FAR CIRCOLARE IL VOLANTINO, DOPO AVERLO LETTO DALLO AD UN TUO AMICO... NON DISPERDERLO NELL'AMBIENTE E PORTALO ALL'INCONTRO sarà una testimonianza del senso civico che cresce... IO CI CREDO E TU?

domenica 20 settembre 2009

L'ACQUA DEVE RITORNARE AI SIANESI


Riprendiamoci l'acqua
Domenica 20 Settembre 2009 01:24


Di Luca Martinelli - Altreconomia

“L’acqua pubblica è possibile, per legge. Lo dimostra un’analisi puntuale della normativa”. L’avvocato Maurizio Montalto è il vice-coordinatore della Commissione ambiente all’interno del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli.

E l’analisi della normativa italiana ed europea è riassunta in un parere tecnico che la Commissione ha prodotto “con l’obiettivo di uscire dalla confusione che ha fatto seguito all’introduzione dell’articolo 23 bis della legge 133/2008” (vedi Ae 98).

Un documento che entra in tackle scivolato, quasi sulla linea di porta, a fermare i progetti di privatizzazione del servizio idrico integrato, fornando argomenti a movimenti ed enti locali. “L’obbligo di affidare il servizio attraverso una gara d’appalto non c’è.

Ci sono due possibilità. Che derivano da una scelta di fondo cui sono chiamate le amministrazioni. Se decidono che il servizio idrico integrato ha ‘scopo di lucro’, allora si applica la legge 133 del 2008. In questo caso, resta una residua possibilità di non andare a gara, tramite l’affidamento diretto, o in house, ma pur sempre a una società per azioni. Diverso è il caso in cui le amministrazioni decidano di considerare il servizio ‘senza scopro di lucro’. In questo caso, l’ipotesi migliore è farlo gestire da un’azienda speciale”. 


È una questione di commi: “L’articolo 23 bis sostituisce l’articolo 113 del Testo unico degli enti locali. Ma sulla sua applicazione c’è stata un po’ di confusione. Perché disciplina l’affidamento dei servizio solo nell’ipotesi dello ‘scopo di lucro’. C’era, però, un articolo, il 113 bis del Testo unico degli enti locali, che stabiliva cosa si può fare quando non c’è ‘scopo di lucro’. È stato eliminato dalla Corte costituzionale”. 


Ciò non significa, come molti vorrebbero far credere, che l’unico sentiero possibile sia quello che porta alla privatizzazione: “La tendenza è di far rientrare tutto sotto il 23 bis. In realtà, il governo ha messo ordine tra le norme. Disciplina solo quando c’è ‘scopo di lucro’. Quando non c’è, non poteva e non doveva disciplinarlo il governo centrale. Le norme, in questo caso, le decidono gli enti locali”.


La conferma alle sue parole arriva dalla Corte dei Conti della Lombardia, che nel rispondere a una richiesta di parere del Comune di Malnate (Va) in merito all’articolo 23 bis scrive: “L’art. 23bis opera una scelta di fondo a favore del ricorso al mercato nell’esternalizzazione dei servizi pubblici a rilevanza economica. Tuttavia, non è possibile individuare a priori, in maniera definita e statica, una categoria di servizi pubblici a rilevanza economica, che va, invece, effettuata di volta in volta, con riferimento al singolo servizio da espletare, da parte dell’ente stesso”.

A fine giugno, a Torino, il Comitato “Acqua pubblica” ha consegnato al Comune 12.085 firme di cittadini a sostegno di una deliberazione di iniziativa popolare che vuole inserire nello Statuto della città il principio che l’acqua è un bene comune e non una merce, che il servizio idrico integrato non ha scopo di lucro, che la proprietà della rete di acquedotto e distribuzione è pubblica e inalienabile, che la gestione è attuata esclusivamente mediante enti o aziende interamente pubbliche (www.acquapubblicatorino.org). 


L’avvocato Montalto spiega: “Un Comune può esser vincolato dai cittadini a dir la propria nell’assemblea dell’Ambito”. Sono gli Ambiti territoriali ottimali (Ato), infatti, gli organi decisori: lui ha la delega del sindaco di Napoli a rappresentarlo nell’Ato 2 Napoli-Volturno, ed è stato l’unico a votare contro la privatizzazione.

“Dire che ‘la legge non ci consente di non privatizzare’, invita a spostare l’attenzione sul Parlamento. È una delega di responsabilità”. Una deroga alla democrazia nelle gestione di un bene comune.

Invitiamo quindi tutti i comuni iscritti alla rete (e non) ad apportare una modifica allo Statuto comunale che sancisca in modo inequivocabile che l'acqua è un bene comune e non una merce.

Chiediamo a tutti i lettori di spronare il proprio sindaco, i propri assessori e consiglieri comunali a seguire il nostro esempio, e di segnalarci tutti quei comuni che metteranno all'ordine del giorno del consiglio comunale questa decisione di buon senso!

Diffondiamo il virus, dal basso, ci sono più di 8.000 Statuti comunali che attendono solo di essere modificati...

mercoledì 9 settembre 2009

I BAMBINI STANNO BENE CON MADRE NATURA



Bambini e natura
I bambini manifestano un grandissimo interesse per la natura e per la vita all’aria aperta.




La natura, affascinante e misteriosa, permette ai bambini di non annoiarsi, in quanto offre loro delle ottime esperienze sensoriali, proprio ciò di cui hanno bisogno per imparare e crescere.

Per i bambini è infatti molto importante essere sempre indaffarati, non dimentichiamo che il loro più importante desiderio è quello di imparare, ma è inutile ingegnarsi a proporre tante attività “artificiali”: i bambini amano il mondo “reale” e le occupazioni “reali”.

Allora è bellissimo aiutare la mamma e il papà a sbrigare le loro faccende domestiche ma è altrettanto bello scoprire il mondo, attraverso una bella passeggiata in un bosco o una corsa in un prato.

Spesso i genitori si preoccupano di portare i bambini al parco giochi, dimenticandosi che ai bambini piacerebbe sicuramente di più poter esplorare la natura reale, osservarla, conoscerla, scoprire i cambiamenti che avvengono col passare dei mesi, il ripetersi delle stagioni, i meravigliosi tesori che la natura offre: le foglie d’oro in autunno, il ghiaccio brillante in inverno, i boccioli in fiore in primavera, la brezza che accarezza le chiome degli alberi in estate, le forti cortecce che nascondono tanti insetti colorati, un bastoncino di legno che come una barchetta viene trasportato dalla corrente del ruscello.

Il bambino, fino ad almeno 14 anni, dovrebbe ricevere il giusto nutrimento affettivo, esperienziale e spirituale, attraverso l’immaginazione, l’osservazione, la bellezza, il rispetto: i bambini devono ricevere calore, il calore del legno, della terra, del sole, del contatto, delle fiabe.

I bambini di oggi, al contrario, vivono nella freddezza: la freddezza delle cose materiali, della plastica, della televisione, dei computer.

Il contatto con la natura procura al bambino un grande calore, una bellissima esperienza sensoriale, un grande amore per la scoperta e per il bello e, se ben indirizzato, una incredibile ispirazione artistica e immaginativa.

Attraverso l’esplorazione di un bosco possiamo prendere spunto per moltissime storie fantastiche e avventurose, possiamo spiegare al bimbo come funziona il mondo, possiamo insegnargli l’importanza di agire in modo corretto, l’amicizia, la collaborazione, il perdono, la pazienza.

Facciamo in modo che i nostri bambini possano provare il più possibile queste emozioni, perché il mondo, nelle loro mani, diventi davvero un mondo nuovo.

Siano Ecosostenibile per i bambini




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Dall'anno 2000 metà della popolazione mondiale vive nelle città, i giovani rappresenteranno quasi un terzo della popolazione mondiale e l'obiettivo di città ecosostenibili, per migliorare la qualità della vita degli abitanti, include ormai necessariamente sia l'esigenza di indicatori di qualità ambientale sia quella della partecipazione attiva delle bambine e dei ragazzi stessi.

A livello internazionale, i maggiori documenti che hanno ispirato la strategia delle città sostenibili amiche delle bambine e dei bambini, e che fanno da sfondo alle iniziative locali, nazionali e internazionali delle associazioni e dei governi - per promuovere un ambiente a misura dell'infanzia, sono: la Convenzione dei Diritti dell'Infanzia, (ONU - New York, 20.11.1989); l'Agenda 21 (ONU, Rio de Janeiro 1992); l'Agenda di Habitat II (ONU, Istanbul, 1996). Nel Rapporto del Consiglio d'Europa "Strategia Europea per l'Infanzia" (Strasburgo 1996) si raccomanda che in tutte le decisioni politiche gli interessi e le decisioni dei bambini siano sempre considerati.

A livello nazionale, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, che partecipa al coordinamento dei Comuni italiani per l'Agenda 21 e per l'attuazione di Habitat II, ha promosso il progetto "Città sostenibili delle bambine e dei bambini". A loro volta, le Associazioni locali e nazionali impegnate sul tema infanzia-territorio-partecipazione, hanno contribuito con iniziative, campagne, percorsi educativi e sperimentali alla realizzazione di un nuovo approccio all'infanzia e alla città.

sabato 5 settembre 2009

SIANO ECOSOSTENIBILE VUOLE L'ACQUA PUBBLICA

PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE CONCERNENTE :
PRINCIPI PER LA TUTELA, IL GOVERNO E LA GESTIONE PUBBLICA DELLE ACQUE E DISPOSIZIONI PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO
Articolo 1 (Finalità)

1. La presente legge, ai sensi dell’art. 117, lettere m) ed s), della Costituzione, detta i principi con cui deve essere utilizzato, gestito e governato il patrimonio idrico nazionale.

2. La presente legge si prefigge l’obiettivo di favorire la definizione di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell’acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale.

Articolo 2 (Principi generali)

1. L’acqua è un bene naturale e un diritto umano universale. La disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili ed inviolabili della persona.

2. L’acqua è un bene finito, indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi. Tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà. Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrogeologici.

3. L’uso dell’acqua per l’alimentazione e l’igiene umana è prioritario rispetto agli altri usi del medesimo corpo idrico superficiale o sotterraneo. Come tale, deve essere sempre garantito, anche attraverso politiche di pianificazione degli interventi che consentano reciprocità e mutuo aiuto tra bacini idrografici con disparità di disponibilità della risorsa. Gli altri usi sono ammessi quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità dell’acqua per il consumo umano.

4. L’uso dell’acqua per l’agricoltura e l’alimentazione animale è prioritario rispetto agli altri usi, ad eccezione di quello di cui al comma 3.

5. Tutti i prelievi di acqua devono essere misurati a mezzo di un contatore a norma UE fornito dall’autorità competente e installato a cura dell’utilizzatore secondo i criteri stabiliti dall’autorità stessa.

Articolo 3 (Principi relativi alla tutela e alla pianificazione)

1. Per ogni bacino idrografico viene predisposto un bilancio idrico entro due anni dall’entrata in vigore della presente legge. Il bilancio idrico viene recepito negli atti e negli strumenti di pianificazione concernenti la gestione dell’acqua e del territorio e deve essere aggiornato periodicamente.

2. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, sentita la Conferenza Stato-Regioni, individua per decreto l’autorità responsabile per la redazione e l’approvazione dei bilanci idrici di bacino e i relativi criteri per la loro redazione secondo i principi contenuti nella Direttiva 60/2000/CE al fine di assicurare :

a)il diritto all’acqua;

b) l’equilibrio tra prelievi e capacità naturale di ricostituzione del patrimonio idrico;

c) la presenza di una quantità minima di acqua, in relazione anche alla naturale dinamica idrogeologica ed ecologica, necessaria a permettere il mantenimento di biocenosi autoctone e il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale, per garantire la tutela e la funzionalità degli ecosistemi acquatici naturali.

3. Al fine di favorire la partecipazione democratica, lo Stato e gli enti locali applicano nella redazione degli strumenti di pianificazione quanto previsto dall’articolo 14 della Direttiva 2000/60 CE su “informazione e consultazione pubblica”.

4. Il rilascio o il rinnovo di concessioni di prelievo di acque deve essere vincolato al rispetto delle priorità, così come stabilite all’articolo 2, commi 3 e 4, e alla definizione del bilancio idrico di bacino, corredato da una pianificazione delle destinazioni d’uso delle risorse idriche.

5. Fatti salvi i prelievi destinati al consumo umano per il soddisfacimento del diritto all’acqua, il rilascio o il rinnovo di concessioni di prelievo di acque deve considerare il principio del recupero dei costi relativi ai servizi idrici, compresi i costi ambientali e relativi alle risorse soddisfacendo in particolare il principio “chi inquina paga”, così come previsto dall’articolo 9 della Direttiva 2000/60 CE , fermo restando quanto stabilito all’articolo 8 della presente legge. Per esigenze ambientali o sociali gli Enti preposti alla pianificazione della gestione dell’acqua possono comunque disporre limiti al rilascio o al rinnovo delle concessioni di prelievo dell’acqua anche in presenza di remunerazione dell’intero costo.

6. In assenza di quanto previsto dai commi 1, 2, 3 e 4 non possono essere rilasciate nuove concessioni e quelle esistenti devono essere sottoposte a revisione annuale.

7. Le acque che, per le loro caratteristiche qualitative, sono definite “destinabili all’uso umano”, non devono di norma essere utilizzate per usi diversi. Possono essere destinate ad usi diversi solo se non siano presenti altre risorse idriche, nel qual caso l’ammontare del relativo canone di concessione è decuplicato.

8. Per tutti i corpi idrici deve essere garantita la conservazione o il raggiungimento di uno stato di qualità vicino a quello naturale entro l’anno 2015 come previsto dalla Direttiva 60/2000/CE attraverso:

il controllo e la regolazione degli scarichi idrici;
l’uso corretto e razionale delle acque;
l’uso corretto e razionale del territorio.

9. Le concessioni al prelievo e le autorizzazioni allo scarico per gli usi differenti da quello potabile possono essere revocate dall’autorità competente, anche prima della loro scadenza amministrativa, se è verificata l’esistenza di gravi problemi qualitativi e quantitativi al corpo idrico interessato. In tali casi non sono dovuti risarcimenti di alcun genere, salvo il rimborso degli oneri per il canone di concessione delle acque non prelevate.

10. I piani d’ambito di cui all’articolo 149 del d. lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 devono essere aggiornati adeguandoli ai principi della presente legge e alle indicazioni degli specifici strumenti pianificatori di cui ai commi precedenti.

11. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, nessuna nuova concessione per sfruttamento, imbottigliamento e utilizzazione di sorgenti, fonti, acque minerali o corpi idrici idonei all’uso potabile può essere rilasciata, se in contrasto con quanto previsto nel presente articolo.

Articolo 4 (Principi relativi alla gestione del servizio idrico)

1. In considerazione dell’esigenza di tutelare il pubblico interesse allo svolgimento di un servizio essenziale, con situazione di monopolio naturale (art. 43 Costituzione), il servizio idrico integrato è da considerarsi servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.

2. La gestione del servizio idrico integrato è sottratta al principio della libera concorrenza, è realizzata senza finalità lucrative, persegue finalità di carattere sociale e ambientale, ed è finanziata attraverso meccanismi di fiscalità generale e specifica e meccanismi tariffari.

3. Il presente articolo impegna il Governo italiano all’interno di qualsiasi Trattato o Accordo internazionale.

Articolo 5 (Governo pubblico del ciclo integrato dell’acqua)

1. Al fine di salvaguardare l’unitarietà e la qualità del servizio, la gestione delle acque avviene mediante servizio idrico integrato, così come definito dalla parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale).

2. Gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato costituiscono il capitale tecnico necessario e indispensabile per lo svolgimento di un pubblico servizio e sono proprietà degli enti locali, i quali non possono cederla. Tali beni sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico ai sensi dell’art. 822 del codice civile e ad essi si applica la disposizione dell’art. 824 del codice civile. Essi, pertanto, sono inalienabili e gravati dal vincolo perpetuo di destinazione ad uso pubblico.

3. La gestione e l’erogazione del servizio idrico integrato non possono essere separate e possono essere affidate esclusivamente ad enti di diritto pubblico.

Articolo 6 (Ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato - decadenza delle forme di gestione - fase transitoria)

1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge non sono possibili acquisizioni di quote azionarie di società di gestione del servizio idrico integrato.

2. Tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate in concessione a terzi in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, se non decadute per contratto, decadono alla medesima data.

3. Tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate a società a capitale misto pubblico-privato in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, se non decadute per contratto, avviano il processo di trasformazione - previo recesso del settore acqua e scorporo del ramo d’azienda relativo, in caso di gestione di una pluralità di servizi - in società a capitale interamente pubblico. Detto processo deve completarsi entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

4. Le società risultanti dal processo di trasformazione di cui al comma 3 possono operare alle seguenti vincolanti condizioni :

a) divieto di cessione di quote di capitale a qualsiasi titolo;

b) esercizio della propria attività in via esclusiva nel servizio affidato;

c) obbligo di sottostare a controllo da parte degli enti affidanti analogo a quello dagli stessi esercitato sui servizi a gestione diretta;

d) obbligo di trasformazione in enti di diritto pubblico entro tre anni dalla data di costituzione.

5. Tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate a società a capitale interamente pubblico in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, se non decadute per contratto, completano il processo di trasformazione in enti di diritto pubblico entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.

6. Per le forme di gestione del servizio idrico di cui al comma 5, che rispettano le condizioni vincolanti di cui al comma 4, lettere a), b), e c), il termine di cui al comma 5 è prorogabile fino a un massimo di sette anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

7. In caso di mancata osservanza di quanto stabilito dal presente articolo, il Governo esercita i poteri sostitutivi stabiliti dalla legge.

8. Con decreto dei ministri competenti da emanare entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definiti i criteri e le modalità alle quali le Regioni e gli enti locali devono attenersi per garantire la continuità del servizio e la qualità dello stesso durante la fase transitoria di cui al presente articolo, assicurando la trasparenza e la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini ai relativi controlli.

Articolo 7 (Istituzione del Fondo Nazionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato)

1. Al fine di attuare i processi di trasferimento di gestione di cui all’articolo 6, è istituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio il Fondo Nazionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. Il Fondo Nazionale è alimentato dalle risorse finanziarie di cui all’articolo 12.

2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo emana un apposito regolamento per disciplinare le modalità di accesso al Fondo di cui al comma 1.

Articolo 8 (Finanziamento del servizio idrico integrato)

1. Il servizio idrico integrato è finanziato attraverso la fiscalità generale e specifica e la tariffa.

2. I finanziamenti reperiti attraverso il ricorso alla fiscalità generale sono destinati a coprire parte dei costi di investimento e i costi di erogazione del quantitativo minimo vitale garantito, come definito all’articolo 9, comma 3. Ad essi vanno destinate risorse come stabilito all’articolo 12.

Articolo 9 (Finanziamento del servizio idrico integrato attraverso la tariffa )

1. Con apposito decreto, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo definisce il metodo per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato per tutti gli usi dell’acqua, nel rispetto di quanto contenuto nel presente articolo.

2. Si definisce uso domestico ogni utilizzo d’acqua atto ad assicurare il fabbisogno individuale per l’alimentazione e l’igiene personale. La tariffa per l’uso domestico deve coprire i costi ordinari di esercizio del servizio idrico integrato ad eccezione del quantitativo minimo vitale garantito, di cui al comma 3.

3. L’erogazione giornaliera per l’alimentazione e l’igiene umana, considerata diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito è pari a 50 litri per persona. E’ gratuita e coperta dalla fiscalità generale.

4. L’erogazione del quantitativo minimo vitale garantito non può essere sospesa. In caso di morosità nel pagamento, il gestore provvede ad installare apposito meccanismo limitatore dell’erogazione, idoneo a garantire esclusivamente la fornitura giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona.

5. Per le fasce di consumo domestico superiori a 50 litri giornalieri per persona, le normative regionali dovranno individuare fasce tariffarie articolate per scaglioni di consumo tenendo conto :

a) del reddito individuale; b) della composizione del nucleo familiare; c) della quantità dell’acqua erogata; d) dell’esigenza di razionalizzazione dei consumi e di eliminazione degli sprechi.

6. Le normative regionali dovranno inoltre definire tetti di consumo individuale, comunque non superiori a 300 litri giornalieri per abitante, oltre i quali l’utilizzo dell’acqua è assimilato all’uso commerciale; di conseguenza la tariffa è commisurata a tale uso e l’erogazione dell’acqua è regolata secondo i principi di cui all’articolo 2.

7. Le tariffe per tutti gli usi devono essere definite tenendo conto dei principi di cui all’articolo 9 della Direttiva 2000/60 CE e devono contemplare, con eccezione per l’uso domestico, una componente aggiuntiva di costo per compensare :

a) la copertura parziale dei costi di investimento; b) le attività di depurazione o di riqualificazione ambientale necessarie per compensare l’impatto delle attività per cui viene concesso l’uso dell’acqua; c) la copertura dei costi relativi alle attività di prevenzione e controllo.

Articolo 10 (Governo partecipativo del servizio idrico integrato)

1. Al fine di assicurare un governo democratico della gestione del servizio idrico integrato, gli enti locali adottano forme di democrazia partecipativa che conferiscano strumenti di partecipazione attiva alle decisioni sugli atti fondamentali di pianificazione, programmazione e gestione ai lavoratori del servizio idrico integrato e agli abitanti del territorio. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni definiscono, attraverso normative di indirizzo, le forme e le modalità più idonee ad assicurare l’esercizio di questo diritto.

2. Ai sensi dell’articolo 8 d. lgs. 267/2000, gli strumenti di democrazia partecipativa di cui al comma 1 devono essere disciplinati negli Statuti dei Comuni.

3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo definisce la Carta Nazionale del Servizio Idrico Integrato, al fine di riconoscere il diritto all’acqua, come definito all’articolo 9, comma 3, e fissare i livelli e gli standard minimi di qualità del servizio idrico integrato. La Carta Nazionale del Servizio Idrico Integrato disciplina, altresì, le modalità di vigilanza sulla corretta applicazione della stessa, definendo le eventuali sanzioni applicabili.

Articolo 11 (Fondo Nazionale di solidarietà internazionale)

1. Al fine di favorire l’accesso all’acqua potabile per tutti gli abitanti del pianeta, e di contribuire alla costituzione di una fiscalità generale universale che lo garantisca, è istituito il Fondo Nazionale di solidarietà internazionale da destinare a progetti di sostegno all’accesso all’acqua, gestiti attraverso forme di cooperazione decentrata e partecipata dalle comunità locali dei paesi di erogazione e dei paesi di destinazione, con l’esclusione di qualsivoglia profitto o interesse privatistico.

2. Il Fondo si avvale, fra le altre, delle seguenti risorse :

a) prelievo in tariffa di 1 centesimo di Euro per metro cubo di acqua erogata a cura del gestore del servizio idrico integrato; b) prelievo fiscale nazionale di 1 centesimo di Euro per ogni bottiglia di acqua minerale commercializzata.

3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo emana un apposito regolamento per disciplinare le modalità di accesso al Fondo di cui al comma 1.

Articolo 12 (Disposizione finanziaria)

1. La copertura finanziaria della presente legge, per quanto attiene alla fiscalità generale, di cui all’articolo 8, comma2, e al Fondo Nazionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, di cui all’articolo 7, comma 1, è garantita attraverso :

a) la destinazione, in sede di approvazione della Legge Finanziaria, di una quota annuale di risorse non inferiore al 5% delle somme destinate nell’anno finanziario 2005 alle spese militari, prevedendo per queste ultime una riduzione corrispondente;

b) la destinazione di una quota parte, pari a 2 miliardi di Euro/ anno, delle risorse derivanti dalla lotta all’elusione e all’evasione fiscale;

c) la destinazione dei fondi derivanti dalle sanzioni emesse in violazione delle leggi di tutela del patrimonio idrico;

d) la destinazione di una quota parte, non inferiore al 10%, dell’I.V.A. applicata sul commercio delle acque minerali;

e) l’allocazione di una quota annuale delle risorse derivanti dall’introduzione di una tassa di scopo relativa al prelievo fiscale sulla produzione e l’uso di sostanze chimiche inquinanti per l’ambiente idrico;

2. Il Governo è delegato a adottare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo di definizione della tassa di scopo di cui al comma 1, lettera e .

3. Le risorse destinate dagli Enti Locali al finanziamento del servizio idrico integrato, secondo le modalità di cui alla presente legge, non rientrano nei calcoli previsti dal patto di stabilità interno previsto dalla Legge Finanziaria annuale.

Articolo 13 (Abrogazione)

1. Sono abrogate tutte le disposizioni incompatibili con la presente legge.

INVITO RISTRETTO A TUTTE LE PERSONE ATTENTI ALL'ECOSOSTENIBILITA'

IL GIORNO MARTEDI' 8 SETTEMBRE CI SARA' LA SOTTOSCRIZIONE DELLO STATUTO DEL COMITATO CITTADINO "SIANO ECOSOSTENIBILE". TUTTI COLORO CHE SENTONO IL DOVERE ED IL PIACERE DI SOSTENERE E DIVULGARE L'ECOSOSTENIBILITA' POSSONO PARTECIPARVI PRESSO LO STUDIO IN VIA VITTORIA 37 ALLE ORE 21 RIPETO MARTEDI' 8 SETTEMBRE. UN PICCOLO PASSO PER UN GRANDE FUTURO.

mercoledì 19 agosto 2009

BICINSIANO


Il Progetto
E’ ampiamente dimostrato come l’utilizzo della bicicletta per i brevi tragitti rappresenta una soluzione vantaggiosa sia per il tempo impiegato sia per l’estrema facilità di parcheggio. Andare in bicicletta rappresenta però anche l’opportunità di riscoprire in modo divertente, salutare ed ecologico le nostre città, sempre più frustrate dalla congestione del traffico e da livelli di inquinamento preoccupanti.BicinSIANO nasce, quindi, dalla volontà di fornire una risposta alle sempre più frequenti domande di mobilità alternativa sostenibile. BicinSIANO è un sistema di bike sharing, il cui significato è bicicletta condivisa, che offre l’opportunità di distribuire ai cittadini in modo semplice ed intuitivo una certa quantità di biciclette pubbliche e di monitorarne in tempo reale la presa ed il deposito.

Questo sistema vuole essere da una parte un servizio pubblico che rappresenti un seria alternativa al proprio mezzo di trasporto privato a motore e dall’altra uno strumento di pianificazione strategica in termini di mobilità.

Nella logica dell’intermodalità dei diversi mezzi di trasporto, BicinSIANO diviene uno dei possibili mezzi alternativi che consente all’utente, una volta sceso dal AUTO/autobus, di spostarsi all’interno della città con un altro mezzo pubblico, il quale gli garantisce autonomia e agilità nel traffico urbano, senza alcun problema di parcheggio o di code interminabili.

A chi è rivolto BicinSIANO
Andare in bicicletta, rinunciando a spostarsi in auto, fa parte delle buone pratiche che tutti dovremmo adottare. Di fatto è rivolto a tutte quelle amministrazioni, enti, aziende che vogliono offrire al cittadino o al dipendente, una bicicletta già posteggiata proprio dove serve, magari nel centro storico, nei pressi DEL parcheggio di scambio piuttosto che di fronte all’ipermercato o in prossimità di altri punti di pubblico interesse.

Ma BicinSIANO rappresenta altresì una valida offerta turistica: distribuendo le tessere ai turisti in vacanza presso le nostre città, è possibile fornire un comodo e divertente mezzo di spostamento, dimostrando la nostra attenzione per l’ambiente e per la mobilità alternativa.

Come Funziona Bicincittà
Attraverso l’utilizzo di una tessera elettronica, il singolo utente può prelevare la bicicletta in qualunque cicloposteggio presente sul territorio e riconsegnarla ovunque trovi un cicloposteggio libero, anche in un luogo diverso da quello di origine.Questo consente una fruizione molto rapida e flessibile: l’utente può adoperare il mezzo solo per il periodo del quale effettivamente necessita, utilizzando la bicicletta in modo analogo all’uso della propria automobile, non inquinando l’aria e contribuendo alla diffusione di una logica di spostamento che, specie nei brevi tragitti, è dimostrato essere più rapida ed efficace (la bicicletta per la mobilità sostenibile) In tal modo, la bicicletta che viene riconsegnata diviene subito disponibile per un altro utente, che potrà spostarsi in città riconsegnandola in qualsiasi colonnina libera: il risultato che otteniamo è di un utilizzo rapido, con potenziale interazione trai i diversi punti della città, con una buona disponibilità di mezzi.

Bicincittà, gli elementi.
Bicincittà si compone dei seguenti elementi:
- La bicicletta ed il cicloposteggio
- Il sistema di monitoraggio e gestione
- Il sistema di telediagnosi

La bicicletta ed il cicloposteggio
Questo binomio sta alla base dell’estrema flessibilità del sistema. Infatti ogni bicicletta è ancorata solidamente ad una colonnina cicloposteggio, che l’assicura contro eventuali furti. Il cicloposteggio, dotato di un’elettroserratura, viene attivato dall’utente semplicemente avvicinando una tessera elettronica, sia per il prelievo della bici sia per la riconsegna. L’assieme di più cicloposteggi costituisce una stazione di distribuzione ed il numero delle colonnine viene deciso sulla base delle effettive esigenze, senza vincoli di numero minimo. Ogni stazione è presidiata da un pannello informativo sul quale vengono riportate la cartografica del territorio, con la dislocazione delle postazioni di distribuzione, le regole di utilizzo, gli indirizzi utili eccetera.

Il sistema di Monitoraggio e Gestione
Ogni azione di presa e riconsegna delle biciclette viene trasmessa ad un server che aggiorna in tempo reale la disponibilità effettiva di biciclette sul territorio. Ogni utente viene registrato all’atto del rilascio della tessera inserendo nel sistema le generalità nonché un recapito telefonico. Tale tessera, che può essere disabilitata da remoto ad opera dell’erogatore del servizio, viene normalmente rilasciata a tempo indeterminato. L’interfaccia del sistema ci offre i dati relativi alle transazioni degli utenti, visualizziamo una panoramica generale, possiamo analizzare i flussi di spostamento e realizzare statistiche sull’utilizzo del sistema. Questi dati diventano per il pianificatore gli indicatori per valutare il reale utilizzo del sistema, consentono di compiere scelte sull’ampliamento del servizio piuttosto che sull’opportunità di predisporre una campagna di comunicazione mirata.

Il sistema di Telediagnosi
Bicincittà è dotato di un sistema di telediagnosi che consente di conoscere in ogni momento lo stato dei cicloposteggi. Laddove una unità risulti in avaria, un sistema di sblocco da remoto consente di riportare in piena efficienza sia il singolo cicloposteggio, sia l’intera stazione di distribuzione. L’utilità della telediagnosi e di risoluzione dei problemi da remoto consente di garantire uno stato di piena efficienza del servizio, indispensabile per fornire un servizio di qualità alla cittadinanza.

Trova la tua bici
Come posso sapere se ci sono biciclette disponibili? Semplice. Basta collegarsi al nostro sito www.bicincitta.com e si potranno vedere in tempo reale, nelle città che hanno adottato il sistema, le biciclette ancora disponibili in quel momento. Non solo, ma gli utenti Bicincittà che possiedono una tessera, potranno consultare la propria scheda ed i propri transiti in un dato tempo, attraverso una login ed una password che verranno fornite all’atto di iscrizione al servizio.

L’allestimento personalizzato
Le biciclette, i cicloposteggi i pannelli di presidio e le card elettroniche vengono personalizzati calzando l’intervento sull’immagine coordinata della committenza, al fine di poter realizzare un intervento che vada ad esprimere in termini di comunicazione visiva una precisa volontà di miglioramento dell’ambiente urbano.

UN PAESE ESEMPIO

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