lunedì 25 maggio 2009

RIFLESSIONE PRIMA: PERCHE'?

Mi sono fatto una domanda e mi sono dato una risposta. Come Marzullo.

Ho circa quaranta anni. Sono felicemente sposato. Ho due meravigliosi bambini. Faccio una professione che adoro e mi da grandi soddisfazioni. In poche parole “NON MI POSSO PROPRIO LAMENTARE”.

Ora mi chiedo “perché sto creando tutto questo movimento?"

 

Semplicemente perché

PENSO…

Perché PENSO che ho un bel giardino recintato che protegge la mia casa e i miei figli e mi accorgo che sento l’odore sgradevole che viene dalla politica della strada.

Perché PENSO che se anche combattessi con tutte le mie forze per proteggere la mia famiglia non riuscirei nel mio intendo nemmeno se costruissi un Bunker.

Perché PENSO che viene un politico e promette un posto di lavoro a mio figlio ed io accetto, oppure gli chiedo la cortesia di farmi un piacere. Questi alla fine mi chiederà di rendergli quel piacere con un semplice gesto, niente di faticoso o pericoloso.

E PENSO che quel giorno arriverà.

PENSO che Lui, il politico dei piaceri e dei lavori facili (come stare dietro ad una scrivania oppure nel campo dell’INFORMATICA o il DOTTORE DAI CERTIFICATI FALSI in cambio dei voti) arrivi e ti chieda di votare per lui oppure di votare un certo Di Fippo…

A quel punto PENSO che sei in una posizione ricattabile, comprabile e PENSO che se sei una persona che tiene AI SANI PRINCIPI sai di essere in debito e ora hai l’occasione per sdebitarti. PENSO che venga quel giorno e sulla scheda elettorale metterò una croce su quel simbolo accompagnato a quel nome, niente di faticoso o di pericoloso.

Poi PENSO… Un giorno nel mio paese è costruita un’industria nella famigerata zona PIP.

E PENSO che sono stato fortunato perché a volere quel grande industria nel mio paese è stato il politico che ha promesso il posto di lavoro a mio figlio.

E PENSO che ora con quell’industria assumerà anche mio figlio.

E PENSO “che culo!”.

 

Nel frattempo continuo a coltivare il mio orto e a curare il mio giardino ben recitato, quel recinto che protegge la mia bella casa e la mia amata famiglia. E continuo a fare la mia professione che tanto mi piace.

E PENSO… che comunque sentirò ancora quel fetore di politica putrefatta che viene dalla strada.

E PENSO… che ormai mi sarò abituato.

L’industria è costruita e mio figlio inizia a lavorare.

E PENSO… ora che lavora penserà a sposarsi e mi darà dei nipotini.

E PENSO nel mio pensare che sarò un sacco felice, come dire “NON MI POSSO PROPRIO LAMENTARE”.

E PENSO…

PENSO… per la strada la gente dice che quel politico, quello che ha dato da lavorare circa quindici ragazzi di Siano, si sia messo in tasca circa 1 milione di euro.

E PENSO… cavolo una bella sommetta.

E PENSO… va bhè, infondo lo fanno tutti i politici, almeno questo ha dato da lavorare a dei ragazzi di Siano che dovevano andare al Nord guadagnando una miseria lontani da casa.

E così PENSO… Un giorno arriva mio figlio a casa con un dolore forte alle spalle.

E PENSO… deve essere stato quella partita a calcio dell’altra sera oppure quella sera umida che sono andati sulla spiaggia a fare il falò. Quel dolore persiste così si decide di andare a fare un controllo.

E PENSO… In questi 10 anni che sono passati gli uomini di quel politico hanno continuato a scambiarsi la poltrona e a chiedermi il voto, avvolte non solo, mi sono sentito in obbligo ma quasi ricattato. Il Voto in cambio della continuità lavorativa.

E PENSO… va bhè almeno lavora, così si è potuto sposare e darmi una bellissima nipotina di nome Graziella che è bellissima come la Nonna.

E PENSO… appena finite queste analisi andiamo tutti in montagna a respirare un po’ di aria pulita.

E PENSO… sai come si divertirà quella birbantella di Graziella.

E PENSO … arrivano le analisi.

 

Erano più di 3 anni che si lamentavano perché l’impianto di depurazione dell’aria all’interno dell’industria non funzionava a dovere… Qualcuno sosteneva che non era mai stato al top del funzionamento per un errore di progettazione.

 

La mattina leggo che quel politico è indagato… Quell’impianto non è mai stato funzionante perché non fu mai portato a termine. Il motivo è che mancarono circa 1.000.000 di euro che nessuno denunciò. E i controlli dell’ASL furono falsati. A quel tempo il dirigente ASL di zona era del partito del politico che aveva voluto l’industria a Siano e che io avevo votato.

 E PENSO....

PENSO che con tutti gli sforzi che ho fatto quel puzzo che veniva dalla strada ha invaso comunque la mia casa e sconvolto la mia famiglia e si è preso la MIA ANIMA.

E PENSO… sono stato attento al mio giardino, al mio recinto.

E PENSO… mio figlio è MORTO.

E PENSO… il politico è stato rilasciato per decadenza dei termini o qualcosa di simile.

E PENSO… la mia nipotina non sorride più come prima.

E PENSO… mia moglie è morta dentro, ha superato la fase difficile ma non sarà mai più la stessa.

 

E PENSO … IN TUTTA QUESTA STORIA IO RESTO COINVOLTO. SONO CONRESPONSABILLE.  E PER OGNI RAGAZZO CHE MUORE DI TUMORE IN QUELL’INDUSTRIA IO NE SONO COLPEVOLE.

 

E all’ora oggi PENSO… che se voglio fare qualcosa per i miei figli devo smettere di guardare e curare il mio giardino e il mio orto ma devo COSCENTEMENTE COINVOLGERMI nella realizzazione del mio PAESE, della mia REGIONE, della mia ITALIA, della mia EUROPA, della mia TERRA.

 

E PENSO… se un’industria di veleni dà lavoro e ti toglie un figlio vale la pena lavorare in un ufficio all’interno di quell’industria? E se quell’industria che provoca MORTI è veramente necessaria per far VIVERE delle famiglie in cambio di MALATTIE?

 

E PENSO… e penso che per iniziare voglio SIANO ECOSOSTENIBILE

E PENSO… TU COSA PENSI?

mercoledì 20 maggio 2009

DIFENDI LA NATURA CON LA FORZA DEL SOLE

Pannelli fotovoltaici a costo ZERO

Ultimo aggiornamento 01/09/2008

Pannelli solari Gratis il libro Jacopo FoIl conto energia
In Italia, dal settembre 2005, è attivo il meccanismo d’incentivazione in “conto energia” per promuovere
la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.
Il 19 febbraio 2007, i Ministeri dello Sviluppo Economico (MSE) e dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) hanno emesso un nuovo decreto ministeriale che ha introdotto radicali modifiche e semplificazioni allo schema originario.
In pratica, la grande novità del nuovo Conto energia è data, oltre che dal notevole snellimento delle pratiche burocratiche, soprattutto dal fatto di aver guardato con maggior favore ai piccoli impianti, in tal modo incentivando e agevolando l’installazione di impianti fotovoltaici per i privati e le utenze domestiche.
L’intervento è una assoluta novità per l’Italia e due sono gli elementi essenziali da comprendere: 
1. l’elettricità generata dall’impianto fotovoltaico, conteggiata con un contatore apposito, dà diritto a un contributo calcolato su ogni kWh prodotto (c.d. Conto Energia, gestito dal GSE, Gestore Servizio Elettrico) che viene erogato per 20 anni dal momento in cui l’impianto viene messo in esercizio;
2. l’ energia elettrica immessa in rete e prelevata dalla rete viene conteggiata da un diverso contatore che calcola il “dare/avere” con il distributore (per esempio Enel).

È ben chiaro, dunque, che il rapporto con il distributore (Enel) è indipendente da quello con il GSE: tutti i kWh prodotti ricevono il contributo del Conto Energia! Poi questi stessi kWh possono essere utilizzati, compensati, venduti…
In pratica per ogni kWh prodotto consegue un duplice vantaggio: da una parte si riceve il contributo erogato dal GSE, dall’altra sulla bolletta si risparmia l’equivalente della produzione ovvero si incassano i soldi della vendita alla rete.

Dopo 20 anni non arrivano più i soldi dell’incentivo del Conto Energia… ma a quel momento l’impianto si è già ampiamente ripagato! E continua a produrre energia…

IL GRUPPO DI ACQUISTO

Quando ci siamo resi conto delle opportunità che offriva la nuova legge non ci potevamo credere. Di fatto, lo Stato permette a tutti i cittadini di installare un impianto fotovoltaico riconoscendo un contributo per ogni kWh prodotto, indipendentemente dall’uso che poi si fa dell’energia prodotta (vendita o autoconsumo).

Questo tipo di incentivo era lo stesso che da anni aveva portato la Germania ad essere uno dei Paesi con più impianti solari e fotovoltaici d’Europa. 
Ora si trattava di far conoscere questa legge, e, soprattutto di rendere accessibile il Conto Energia a tutti. 

Per prima cosa ci siamo rivolti proprio ai nostri lettori di “Cacao - Il quotidiano delle Buone Notizie comiche” e abbiamo chiesto loro se sarebbero stati interessati a formare un Gruppo d’Acquisto che si occupasse di trovare le migliori condizioni e la migliore assistenza per l’installazione dei pannelli e che si preoccupasse di curare ogni aspetto della questione. 
La risposta fu travolgente: all’indirizzo fotovoltaico@mercidolci.it ricevemmo oltre 2000 mail. 
Dopo almeno due decenni di battaglie ecologiche e grazie a un inverno particolarmente e pericolosamente mite sembrava che si fosse risvegliata quella coscienza ecologica tanto agognata.  E allora, al lavoro! 
Dopo settimane febbrili di telefonate, riunioni, discussioni avevamo messo le basi per l’organizzazione del gruppo di lavoro. 

Insieme all’ingegner Fauri del Polo Tecnologico per l’Energia (www.poloenergia.com), che ci fornisce il supporto e la supervisione tecnica, e a Merci Dolci (www.commercioetico.it), che segue i rapporti con gli aderenti, con gli installatori e  con i fornitori degli altri servizi (assicurazione e banca), abbiamo approntato una procedura che permette di raccogliere le adesioni e di dare assistenza in tutti i passaggi: studio di fattibilità, installazione dell’impianto, assistenza tecnica, analisi finanziaria e contatti bancari, assicurazione, erogazione del contributo.
Oggi siamo quindi in grado di offrire un percorso assistito per realizzare un impianto di produzione di elettricità tramite pannelli solari fotovoltaici, finanziato al 100% e che si ripaga da sè con il denaro dell'incentivo statale del Conto Energia.

CHE COSA OFFRIAMO

Quello che vogliamo offrire ai partecipanti al gruppo di acquisto è la possibilità di comprare con la garanzia di ottenere ciò che si paga.
Dovrebbe essere una cosa normale ma tutti sappiamo che in questa società di pazzi è già una notevole conquista.
Per ottenere LA NORMALITÀ oggi dobbiamo attrezzarci adeguatamente proprio perché si tratta di una grande impresa. Per questo motivo abbiamo voluto mettere in piedi una struttura che è in grado di occuparsi di tutte le fasi che portano alla realizzazione di un impianto fotovoltaico incentivato dal GSE.

Come funziona il Gruppo?

1. Per procedere con il Gruppo e ricevere un primo studio di fattibilità (gratuito e non vincolante) è necessario compilare i moduli che si trovano alle pagine http://www.mercidolci.it/fotovoltaico/privacy.pdf ehttp://www.mercidolci.it/fotovoltaico/richiesta-dati.pdf .

Se si tratta di impianto che va installato sul tetto dell'abitazione sono inoltre necessari:
- i disegni  di progetto della copertura con indicate le dimensioni (in alternativa può essere fatto uno schizzo con indicate le dimensioni delle falde esposte a sud, sud-est oppure sud-ovest), sconsigliamo l'invio di piante in scala senza misure, perchè non sempre attendibili;
- le sezioni di progetto, o, in alternativa l'inclinazione delle falde
- l'orientamento dell'edificio, che, se non è indicato sui disegni di progetto, può essere predisposto in uno schizzo dell'edificio con indicato il Nord ricavato con l'ausilio di una bussola
- alcune fotografie dell'edificio (se possibile con indicazione dell'ora in cui sono state  scattate)
- indicazione dei consumi medi annuali di energia elettrica (da indicare sul modulo dell'anagrafica)

Se si tratta di impianto su terreno, oltre alle fotografie, serve una mappa quotata e orientata. E' necessario, inoltre, dare un'indicazione di massima delle dimensioni dell'impianto che si intende installare, dal momento che per impianti sopra i 20 kW di potenza l'iter è decisamente più complesso.

Spedire il tutto a

Merci Dolci srl
Loc. S. Cristina 14
06020 - Gubbio (PG)

La documentazione può anche essere scansionata e inviata via mail all'indirizzo fotovoltaico@mercidolci.it 

2. I tecnici incaricati dal gruppo di acquisto valutano la fattibilità dell'impianto, che viene comunicata all'interessato.

3. A questo punto chi vuole installare l'impianto con il Gruppo d'Acquisto richiede il "progetto definitivo tecnico-finanziario"

4. La predisposizione del progetto, in questa seconda fase, ha per il gruppo di acquisto un costo notevole e per la sua realizzazione chiediamo il versamento di 480 euro (Iva compresa), cifra che, se l'interessato vorrà usufruire del pacchetto offerto dal Gruppo d'Acquisto, verrà comunque defalcata dal costo globale dell'impianto. 
Inserire questo anticipo al momento della realizzazione del progetto tecnico finanziario ci è sembrato necessario perché se 100 persone ci chiedessero un progetto dettagliato e poi non realizzassero l'impianto con noi andremmo in fallimento. Il progetto tecnico finanziario è comprensivo di sopralluogo dell'installatore con relativo preventivo della posa in opera, della proposta assicurativa e di finanziamento da parte della banca sulle esigenze del proprietario dell'impianto da realizzare (ovviamente è prevista anche la possibilità di pagare in contanti senza ricorrere alla banca o di un finanziamento a 10, a 15 o a 20 anni). 
Insomma, abbiamo incluso nel preventivo e nel finanziamento TUTTI quelli che sono i reali costi di installazione dell'impianto fotovoltaico.

5. A questo punto l'associato al Gruppo di Acquisto può scegliere di accettare il preventivo e di procedere con l'installazione dell'impianto.

6. Quindi si realizza il PROGETTO ESECUTIVO che servirà per gli installatori e per tutto quanto è richiesto dall'amministrazione pubblica per il rilascio del nulla osta (DIA o altro a seconda delle zone, delle classificazioni dei luoghi scelti per l'installazione e delle tipologie degli impianti stessi).

7. Si richiede la connessione di rete al Distributore locale di energia elettrica;

8. Si acquistano le componenti dell'impianto.

9. Si installa l'impianto.

10. Si collauda l'impianto.

11. Si realizza la connessione alla rete elettrica e l'attivazione del contributo del Conto Energia.
 

COSTI
Calcolare nel dettaglio il costo di un impianto senza avere tutte le specifiche è impossibile. Ogni impianto ha sue particolarità.
 Possiamo offrire però una forbice di prezzi che permetta di capire la convenienza della proposta che abbiamo costruito.
L'eventuale contratto verrà stipulato sulla base di un preventivo dettagliato e personalizzato (nessun kit preconfezionato, nessun impianto “fai da te” modello Ikea!).

I prezzi che proponiamo sono chiavi in mano, comprensivi di tutto quanto fin qui elencato.
 Per inciso: quando, nel maggio 2007, pubblicammo le prime indicazioni di costi, cercammo, sì, di essere prudenti, ma soprattutto aggiungemmo la seguente precisazione:  "Al momento non sappiamo quanti dei 1900 che hanno aderito poi realizzeranno l'impianto. Quindi se realmente fossimo in centinaia potremmo rivedere ulteriormente alcuni costi al ribasso. I prezzi che presentiamo oggi sono calcolati ipotizzando di realizzare cento impianti ma speriamo di fare di meglio. In particolare inciderà sui costi effettivi lo sconto che potremo ottenere sulle componenti dell'impianto e  sui contratti con gli installatori." 
Ebbene, a conferma di tutto ciò, oggi (marzo 2008) possiamo dire che l'obiettivo è stato raggiunto, e anche grazie a un accordo con ottimi fornitori di moduli e inverter e a un capillare lavoro presso gli installatori, abbiamo abbattuto i costi di un 10% circa e siamo in grado, se non vi sono particolari spese di posa in opera,  di offrire impianti intorno ai 3 kWp  già a partire dai 6.200/6.400 euro (Iva al 10% esclusa) per ogni kWp installato (a riprova, se mai ce ne fosse bisogno, della forza di un Gruppo d'Acquisto!).

I costi di massima per gli impianti fotovoltaici fissi,  compresivi di gestione del gruppo di acquisto, progetto, installazione, collaudo, pratiche GSE (rapporti con Enel e Conto Energia), pratiche di assicurazione ed eventuali pratiche per il finanziamento bancario, si aggirano intorno alle seguenti cifre (attenzione: intendiamo costo finale, vale a dire, oltre alle voci appena elencate, comprensivo anche di IVA):

tra 6200 e 7000 Euro per ogni kW installato per impianti tra 3 e 10 kW;

tra 6000 e 6800 Euro per ogni kW installato per impianti tra 10 e 20 kW;

tra 5500 e 6500 Euro per ogni kW installato per impianti tra 20 e 50 kW;

tra 5300 e 5800 Euro per ogni kW installato per impianti oltre 50 kW;

Gli impianti ad inseguimento solare (mobili, cioè dotati di un meccanismo che insegue il movimento solare) costano il 10-15% in più, ma producono il 30-40% in più.

Guadagno? Ma quanto guadagno????
Abbiamo fatto un po’ di conti: i costi di installazione di un impianto fotovoltaico si ripagano in un arco di tempo che va dai 10 ai 14 anni a seconda del tipo di impianto e dall’area geografica. Il che significa che, ripagati i costi, le entrate del GSE costituiscono un “utile” che si va ad aggiungere al risparmio della bolletta.

Ma come fare se non si ha a disposizione l’intera somma subito?
Il Gruppo d’Acquisto può assistere anche in questo. Abbiamo concluso una convenzione con un Istituto di Credito, disponibile a erogare un finanziamento fino al 100%, per la durata massima di 15 anni, a tasso fisso: l’apertura di un conto corrente dove canalizzare il contributo del GSE è facilitata dal fatto che il conto è gestibile on-line.  E dal 1 settembre è operativa anche la Convenzione con Banca Etica, che arriva a una durata di 20 anni (v. sotto i dettagli).
Le modalità di finanziamento subiscono molteplici varianti: dipende dal tipo di impianto, dalla disponibilità economica iniziale e dall'area geografica. Genericamente si può dire che per i privati il tipo di finanziamento è il prestito personale o il mutuo chirografario o il mutuo fondiario, molto dipende ovviamente dall’esito dell’istruttoria che le banche si impegnano a condurre nell’arco di ca. un mese dalla richiesta. Anche le aziende possono accedere al finanziamento sotto forma di mutuo chirografario o fondiario. Poiché, come si diceva, le soluzioni sono molteplici e i dettagli del finanziamento non possono essere generalizzati, ulteriori informazioni in dettaglio vengono fornite personalmente agli aderenti.

ASSICURAZIONE
E' comprensiva di furto, incendio, danni derivanti da eventi atmosferici, vandalismi (assicurazione base) e danni indiretti da fermo produzione (facoltativa), con un costo a partire da 16 euro annui a kilowatt installato. C'è da dire, purtroppo, che il costo molto basso comporta una franghigia molto alta in caso di furto, soprattutto se si tratta di impianti a terra.  

A CHI ABBIAMO AFFIDATO LA GESTIONE DEL PROGETTO
Visto che questo gruppo di acquisto si basa sulla qualità delle persone coinvolte ecco la lista dei principali professionisti che vi collaborano.
- Certificazione tecnologica dei prodotti e degli installatori, supervisione dei progetti: Maurizio Fauri, ingegnere, professore presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Trento: sua la realizzazione del piano di risparmio energetico del comune di Padova, premiato come una delle migliori progettazioni realizzate nel settore  
- Elaborazione progetti: Manuel Gubert, responsabile fonti rinnovabili presso il Polo Tecnologico per l'Energia
- Consulenza commercialistica e rapporti con le banche: Stefano Andreani, dottore commercialista in Firenze
- Gestione rapporto clienti: Maria Cristina Dalbosco, Sebastian Brusco e Gabriella Canova di Merci Dolci Srl
- Gestione campagne di comunicazione in internet: Simone Canova di Merci Dolci Srl
- Gestione del Gruppo d'Acquisto in Sardegna: ingg. Patrizio Pili e Rinaldo Seu di Cagliari.


Le implicazioni sociali di questo progetto. L'idea della Democrazia Energetica.
Da 50 anni l'energia e' la principale fonte di inquinamento, guerre e corruzione.
I due elementi di questa situazione sono un enorme spreco delle energie disponibili e una pari concentrazione dei vantaggi derivati dalla produzione di energia.
Oggi l'emergenza ambientale, in particolare gli accordi di Kyoto e lo sviluppo delle tecnologie, fanno si' che produrre energia elettrica da fonti rinnovabili sia un affare alla portata di chiunque abbia uno spazio dove mettere i pannelli, un mulino a vento, una turbina ad acqua o possieda un terreno dove coltivare biomasse. Niente impedisce che gruppi di persone che non possiedono luoghi adatti alla produzione da fonti rinnovabili si consocino per utilizzare spazi adatti ottenendo cosi' un reddito supplementare che, nel caso del solare, diventera' ancor piu' sostanzioso dopo 20 anni, esaurita la restituzione del finanziamento iniziale e dei relativi interessi.
Certamente questo e' un obiettivo da raggiungere ma e' anche una possibilita' straordinaria quella che oggi tutti abbiamo di diventare produttori di energia spezzando il monopolio del petrolio e del gas naturale.
La razionalizzazione di un sistema che spreca enormi masse di energia potrebbe creare lavoro e ricchezza diffusa. Basti pensare che tutti gli abitanti del nord Italia negli ultimi 30 anni hanno buttato via il valore della casa che hanno abitato in spreco energetico. Tetti non isolati, mancanza di doppi vetri e di caldaie efficienti, sprechi vari, sono stati un modo per bruciare enormi ricchezze. Addirittura la possibilita' di avere tutti una casa in proprieta'. Senza contare la ripresa economica che ne deriverebbe dal trasformare lo spreco in investimento produttivo: in Italia ci sono 16 milioni di tetti da isolare termicamente! Ci sarebbe lavoro per centinaia di migliaia di persone per anni. Lavoro pagato dal risparmio di denaro che si buttava letteralmente dalla finestra. I tetti, inoltre, bisogna isolarli proprio qui, non li si puo' portare in Cina.
Ovviamente sfruttare questa opportunita' storica richiedera' un cambiamento di modo di pensare e un apprendimento. Solo chi sapra' garantirsi dagli inefficienti e dai furbi trarra' vantaggio. Consociarsi come consumatori diventa ancor piu' importante perche' in questo momento fa veramente differenza muoversi tra un acquisto sicuro e uno azzardato.
Se riusciremo realmente a portare a buon fine gli acquisti di questo gruppo, quanti vorranno imitarci? E se resteremo soddisfatti dall'esperienza di comprare i pannelli solari tutti insieme perche' non dovremmo decidere di acquistare tutti insieme anche l'auto? E qui mi fermo sperando di aver dato l'idea di cosa potrebbe succedere se una simile logica di rete prendesse piede tra i consumatori. Ne ho scritto a lungo in "Internet salvera' il mondo" (www.jacopofo.it/internet) e "Pessimismo cosmico e gnocca globale"(www.jacopofo.it/pessimismo) in "Come fare il comunismo senza farsi male" (www.jacopofo.it/libri/estratti/comunismo1.html).

In chiusura ricordiamo che per procedere con il Gruppo e ricevere un primo studio di fattibilità (gratuito e non vincolante) è necessario compilare i moduli che si trovano alle pagine http://www.mercidolci.it/fotovoltaico/privacy.pdf ehttp://www.mercidolci.it/fotovoltaico/richiesta-dati.pdf .

Se si tratta di impianto che va installato sul tetto dell'abitazione sono inoltre necessari:
- i disegni  di progetto della copertura con indicate le dimensioni (in alternativa può essere fatto uno schizzo con indicate le dimensioni delle falde esposte a sud, sud-est oppure sud-ovest), sconsigliamo l'invio di piante in scala senza misure, perchè non sempre attendibili;
- le sezioni di progetto, o, in alternativa l'inclinazione delle falde
- l'orientamento dell'edificio, che, se non è indicato sui disegni di progetto, può essere predisposto in uno schizzo dell'edificio con indicato il Nord ricavato con l'ausilio di una bussola
- alcune fotografie dell'edificio (se possibile con indicazione dell'ora in cui sono state  scattate)
- indicazione dei consumi medi annuali di energia elettrica (da indicare sul modulo dell'anagrafica)

Se si tratta di impianto su terreno, oltre alle fotografie, serve una mappa quotata e orientata. E' necessario, inoltre, dare un'indicazione di massima delle dimensioni dell'impianto che si intende installare, dal momento che per impianti sopra i 20 kW di potenza l'iter è decisamente più complesso.

Spedire il tutto a
Merci Dolci srl
Loc. S. Cristina 14
06020 - Gubbio (PG)

La documentazione può anche essere scansionata e inviata via mail all'indirizzo fotovoltaico@mercidolci.it

Grazie mille per il tuo interessamento e per la fiducia che ci hai accordato!


Jacopo Fo

venerdì 8 maggio 2009

Ancora rifiuti. Ancora appetito. Incontro alla Cantina dei Romantici.






Scritto da Mattia F.
Martedì 05 Maggio 2009 08:47

Il comitato NO INCENERITORE RIFIUTI ZERO SALERNO bissa! L'incontro sarà alla Cantina dei romantici Domenica 17 Maggio ore 20 circa. Si parlerà del ciclo dei rifiuti, della fame e miopia di talune istituzioni governative ed economiche, di imballaggi e di riduzione (parola oramai inflazionata). E, naturalmente, del perchè la costruzione di un inceneritore sia una scelta sbagliata, esosa, antiecologica e poco creativa.

giovedì 7 maggio 2009

RIFIUTI ZERO: IL VERO FUTURO

Pubblico l'intervento che Matteo Incerti ha tenuto al raduno delle Liste Civiche, il giorno 8 marzo 2009 a Firenze.
Cinque regole

"Ciao a tutti, siamo qui per parlare di rifiuti zero, rifiuti zero è il futuro, sentiamo Pd e Pdl parlare di inceneritori e discariche. Ebbene sappiate che loro stanno parlando del passato, rifiuti zero è il futuro perché vuol dire più ambiente, più salute, più lavoro e più risparmio economico. Ci sono cinque regole che dovete tenere in mente bene come futuri amministratori per far entrare bene la mentalità di rifiuti zero.
1. Tutto ciò che non si ricicla, riutilizza o può essere avviato a compostaggio vaeliminato nei prossimi anni dal ciclo produttivo della nostra economia, attraverso una collaborazione tra istituzioni, università e imprese. Nei prossimi anni dovremo lavorare affinché questo concetto sia ben chiaro, non sono rifiuti ma materiali postconsumo.
2. Rifiuti zero vuole dire più lavoro, ci sono ricerche, ogni 15 posti di lavoro creati con il riciclo (fonte Conai) se ne creano solo uno con inceneritori e discariche, in un momento di crisi fondamentale questi investono sugli inceneritori: guardate i risultati! Altra ricerca, ogni mille abitanti con il porta a porta si creano 2 posti di lavoro e questi investono su cemento e inceneritori.
3. Guardiamo i costi. Bruciare è un incentivo allo spreco di denaro pubblico, cosa da Corte dei Conti perché ci sono ricerche bancarie dello stesso Geronzi (Capitalia) che dicono che senza incentivi pubblici gli inceneritori non stanno in piedi, da qui Cip 6, questa vergogna italiana bocciata dalle leggi europee e  l’hanno votata lo scorso dicembre: 2 miliardi di Euro del sole che tornano agli inceneritori contro le leggi europee e contro le leggi di un vero libero mercato. 
4. Ricordiamoci che inceneritori e discariche provocano danni economici, sia per i costi sociali, di gestione, ambientali, sanitari, li vedete lì da 4 Euro a 21 Euro a tonnellata smaltita per gli inceneritori, da 10 a 13 per le discariche, sono una rovina per il pianeta e per le nostre tasche, per l’economia. Da qui capiamo e iniziamo a vedere cosa possono essere.
5. Il vero risparmio energetico, il vero recupero energetico è la raccolta differenziata porta a porta quella spinta. Qui c’è uno studio fatto da una municipalizzata di Mantova che ha dimostrato, partendo da un piccolo paese, come il vero recupero energetico, il vero risparmio si fa con la raccolta differenziata porta a porta domiciliare rispetto a quella dei cassonetti stradali che invece incentiva solo inceneritori e discariche.

Cinque azioni

Ma adesso vediamo come possiamo arrivare, attraverso azioni nei nostri comuni, a rifiuti zero, che è il futuro e vedremo perché è il futuro.
1. Riduzione dei rifiuti. Esiste un programma europeo che si chiama Meno cento chilogrammi a testa di rifiuti, fattibile in uno o due anni con campagne spinte, vedete qua i vari modi, compostaggio domestico, azioni contro lo spreco di cibo, i pannolini lavabili promossi da Beppe, scoraggiare l’invio dei volantini, la dematerializzazione dei beni, prodotti di vuoto a rendere, promozione dell’acqua del rubinetto e così via.
2. Ridurre di imballaggi inutili con una serie di accordi con le imprese facendo pressione dal livello locale, il vuoto a rendere, i prodotti alla spina, latte, cereali, lo vediamo cosa succede. Vanno, questi prodotti costano anche meno e si riducono i rifiuti. 
3. Vendita dei materiali postconsumo, i negozi del riciclo, queste esperienze iniziate in Piemonte ha un valore educativo enorme, dando dentro a questi negozi vetro, lattine, plastica,  ricevendo un bonus noi capiamo a livello educativo il valore che c’è dietro queste cose che non vanno né bruciate e né sotterrate ma vanno riutilizzate, riciclate per creare una vera economia a ciclo continuo.
4. La raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale, quasi mille comuni sotto i mille in Italia la fanno, in pochi mesi si arriva al 65 – 85 per cento di raccolta differenziata, nel trevigiano con un microchip iniziano a fare la raccolta differenziata porta a porta con la tariffa puntuale per imprese e famiglie, paghi solo ciò che non ricicli, si arriva a queste cifre. Mi spiegano perché non si fa una bella legge nazionale per permettere il porta a porta obbligatorio: in tutti i comuni avremmo queste percentuali, forse perché ci sono degli interessi dietro e perché un inceneritore costa 200 milioni di Euro, una tangente sull’inceneritore probabilmente rende di più di altri sistemi che costano infinitamente meno! 
5. La raccolta fuori casa. In ogni luogo della nostra vita pubblica, ce lo insegna l’esperienza di David Borrelli a Treviso, bisogna fare la raccolta differenziata, scuole, teatri, in ogni posto, ospedali, in modo che a livello educativo questo venga ben impresso nella gente.  
Poi invece abbiamo per i materiali ingombranti le isole ecologiche  uno in ogni quartiere, uno in ogni comune e nei piccoli comuni, le vediamo già in molti comuni ma perché queste isole spesso non sono integrate con quello che abbiamo visto prima. Anche qui si può recuperare moltissimo materiale ingombrante, per le imprese è fondamentale, queste politiche sono oro per le nostre imprese, per le piccole e medie imprese.

L'mpiantistica necessaria

Poi arriviamo all’impiantistica, impiantistica che non prevede inceneritori, per fare energia servono impianti di compostaggio e di gestione anaerobica con gli scarti dell’agricoltura o i nostri scarti organici possiamo fare materiali come biogas o metano con i quali, come insegna una esperienza in Svezia, possiamo fare andare i nostri mezzi pubblici o i mezzi per esempio per la raccolta dei rifiuti, perché non si fa? Qual è il problema? Abbiamo poi centri di riciclo privati modello riciclo totale come quelli di Vedelago attraverso i quali si può recuperare sia il materiale riciclabile che si inizia a recuperare il materiale non riciclabile, in primis gli scarti plastici e quelli cartacei che essendo a alto potere calorifico che spesso sono scarti anche da differenziata, sono manna per gli inceneritori, ma questa imprenditrice Carla Poli ha ideato un sistema per trasformarli in sabbie sintetiche per l’edilizia o per altri stampi plastici. Perché in ogni provincia o in bacini non si mettono in piedi questi centri di riciclo, che creano più posti di lavoro in un momento di crisi: altro che inceneritori! 
In più per la parte residua il trattamento meccanico biologico a freddo che bioessica i rifiuti, costano il 75 per cento in meno degli inceneritori e allora capiamo forse, nel paese delle tangenti, perché non fanno queste cose ma fanno gli inceneritori che costano 200 milioni di Euro l’uno! Queste sono cose da Corte dei Conti, a Reggio Emilia dove la provincia a un mese dalle elezioni ha ritirato fuori l’inceneritore quando questo ormai era stato cancellato c’è stato chi, il candidato a sindaco della lista civica che parlerà oggi pomeriggio, li ha denunciati alla Corte dei Conti visto che c’erano i progetti alternativi e due assessori, uno l’Ass. Montanari che tu conosci ha detto “anche noi siamo pronti a rendere testimonianza perché è uno scandalo, si sprecano soldi pubblici con gli inceneritori”. 
Una importante esperienza americana che ci ha insegnato Paul Connett ci dice però che quanto in questo momento non riusciamo a riciclare va studiato perché è un errore e allora bisogna creare in ogni provincia dei centri studio sul materiale ancora non riciclabile in collaborazione sempre con le imprese e con le università, per creare l’ecodesign, guardate il concetto intelligente e anche di lavoro che  c’è dietro per arrivare in 10 – 15 anni a sostituire nei cicli produttivi questi materiali. Ah poi mi sono scordato avete ragione, l’end fill mining cosa succede? L’hanno iniziato a fare in Germania e anche in Veneto, le vecchie discariche, esaurito il loro potere derivato dai rifiuti organici che creano biogas, vengono riaperte e recuperata la plastica, il vetro, le lattine che sono lì perché è oro, sono giacimenti metropolitani di materiali che possono essere riciclati. Benissimo, in Italia in Valle d’Aosta, questa è una cosa allucinante, c’è stato chi ha avuto l’idea di riaprire una vecchia discarica per trovare la plastica per fare andare l’inceneritore che vogliono costruire in Valle d’Aosta altrimenti non avrebbe il materiale per bruciare: una cosa delirante! 
Attraverso queste politiche noi possiamo in 10 – 15 anni, dando più posti di lavoro senza creare proteste dei cittadini, risparmiando soldi arrivare alla chiusura di inceneritori e discariche, non lo dice Matteo Incerti che è un semplice giornalista che si è informato via Internet o andando a vedere le cose sul posto, adesso iniziamo a vedere chi dice queste cose e adesso rideremo.
Rifiuti zero è un esempio lo vediamo nelle migliori città degli Stati Uniti, la California, San Diego, San Francisco, Seattle, Toronto in Canada, l’obiettivo di stato della Nuova Zelanda è rifiuti zero, il 60 per cento dei comuni della Nuova Zelanda ha adottato politiche rifiuti zero, Camberra in Australia, Buenos Aires in Argentina, dopo la crisi economica hanno pensato a rifiuti zero. Forse anche in Italia dovremmo cominciarci a pensare.

La lotta internazionale ai rifiuti

Si combattono delle sfide a rifiuti zero in California, questo che vedete in alto è il logo del sito zero del governo della California governato da Arnold Schwarzenegger che è repubblicano, che contro alle prossime elezioni il prossimo anno dovrebbe avere come candidato governatore democratico, capostipite di rifiuti zero, che è Gavin Newsom il sindaco di San Francisco. 35 milioni di abitanti la California, a novembre riciclava il 58 per cento dei propri rifiuti, nell’arco di 15 – 20 anni punta a chiudere tutti gli inceneritori e discariche, San Jose capitale della Silicon Valley, il distretto tecnologico più avanzato degli Stati Uniti, ha obiettivo rifiuti zero e creare 25 mila posti di lavoro solo a San Jose con questo sistema.
Allora: si sono tutti iscritti a Greenpeace o hanno capito che il futuro è questo? Penso che abbiano capito che il futuro è questo!
E concludiamo con i blog di Barak Obama dove c’è una specifica campagna “riduci, riusa, ricicla” guardate le ultime righe “dobbiamo andare verso rifiuti zero” questo è Barak Obama e la vorrei vedere a Firenze questa cosa perché c’è un giovane candidato sindaco che si atteggia a nuovo Obama, tal  Renzi, che propone inceneritori, gli dico basta andare su Internet e studia qual è il futuro e poi ci possiamo confrontare caro Renzi! 
Porterà in Tribunale come me, come la dottoressa Gentilini chiamata Maga Magò, quello che vi dico sono cose è queste sono cose fattibili, basta informarsi, basta informare e creare delle alleanze anche trasversali con le piccole e medie imprese che capiscono giorno dopo giorno questo valore, perché si possono creare migliaia di posti di lavoro.
Quindi andate nei comuni e sappiate che l’obiettivo è questo, ci sono carte su carte che suffragano queste tesi, esperienze nel mondo, questo è il futuro; tenete duro perché questo è il futuro!"

venerdì 1 maggio 2009

SIANO COMUNE A 5 STELLE

SI PUO' FARE UNA LISTA CIVICA A 5 STELLE
I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche.Ora sono stanco di scrivere e pensare a cosa fare per migliorare la nostra Siano per renderla migliore per i nostri figli o nipoti o cugini...Cerco persone che hanno seria voglia di realizzare una LISTA CIVICA, non tanto per vincere le elezioni comunali prossime ma che possa rendere la vita difficile a quelli che pensano di poter amministrare  Siano e la sua cittadina valorizzando il niente e dimenticando una cosa fondamentale " l'amministrazione e alle dipendenze del POPOLO". Argomenti da mettere in campo: Acqua, Ambiente, Energia, Servizi ai cittadini, Sviluppo, Trasporti.

IL PROGRAMMA DI SIANO ECOSOSTENIBILE

1. Acqua gestita dal pubblico

2. Piani di manutenzione delle campagne/montagne attraverso incentivi statli/europei per l'integrazione dell'Agricoltura e Allevamento nel piano economico del paese.

3. Fotovoltaico/Eolico per tutti attraverso Gruppi di Acquisto con contributi/finanziamenti comunali - statali - europei

4. Rivalutazione delle professioni alla Casa Comunale per rendere un servizio ottimale ai cittadini

5. Intenet per tutti a copertura totale

6. Lotta all'abusivismo interno ed esterno alla linea rossa.

7. Mantenere la soglia di allerta per le calamità naturali con piani di evacuazione e simulazioni annuali per gestire i pericoli e abbassare le possibilità di decessi

8. Concessione edilizie per Ricostruzione, Costruzioni e Restaurazione solo con materiale ecologico di nuova generazione (Legno e Paglia) antisismiche.

9. Viabilità e Trasporti. Stop al traffico di auto nel paese e realizzazione di una rete di MINIBUS e bici per tutti, rivalutazione dei collegamenti con M.S.Severino, Salerno e Sarno

10. Sostenere la filosofia dei rifiuti zero e realizzazione dei compostaggi di quartiere, incentivi economici per le famiglie che fanno il compostaggio casalingho. Riportare la spesa per la gestione dell'immondizia a valori normali.

11. Piano di assistenza e mobilità per i disabili e bisognosi, compreso emigranti, gestito dalla casa comunale attraverso la sinergia dell'intero sistema di volontariato e associazionismo locale come riscatto dei contributi ricevuti.



CI VOGLIONO SCELTE CORAGGIOSE

Come uno stile di vita ecologico crea salute e felicità
Sharon Astyk è una casalinga madre di 4 figli. Sette anni fa, la sua famiglia si manteneva a malapena grazie al salario da insegnante di suo marito. Decisero di vivere in modo più semplice per rendere più facile la loro vita. Come ci dice Faiza Elmasry di Voice of America, gli Astyks rappresentano un numero limitato, ma in crescita, di americani che hanno deciso di ridurre le spese e, facendolo, di avere un sollievo dal punto di vista finanziario e un sistema per ritrovare la felicità.Ms Astyk afferma che quando lei e suo marito si sono resi conto del fatto che non sarebbero mai diventati ricchi, hanno provato ad immaginarsi un modo di vita migliore possibile.Sharon Astyk ricorda ancora quanto fosse difficile la vita quando lei e suo marito si erano sposati più di 10 anni fa. “Eravamo due laureati che vivevano a Boston, USA, con un reddito molto basso per gli standard di vita della città. Eravamo abituati a mantenerci con pochissimi soldi. Una delle cose a cui abbiamo deciso di pensare era come riuscire a mangiare bene pur essendo una famiglia a basso reddito”.Iniziammo a pensare: “OK, non diventeremo mai ricchi”. Mio marito era un insegnante, io stavo a casa con nostro figlio; iniziammo a chiederci: “Come possiamo vivere nel miglior modo possibile”?La risposta fu: “Andando a vivere in campagna e coltivando direttamente noi il nostro cibo”. Trovarono la risposta lasciando Boston e trasferendosi nella zona rurale a nord di New York. Lei afferma che “Uno dei modi in cui siamo riusciti a farlo fu quello di unire le abitazioni con le nostre famiglie allargate. Negli Stati Uniti non funziona come nel resto del mondo: In generale, ognuno ha la propria unità famigliare che vive separatamente dalle altre; ma i nonni di mio marito ad un certo punto non riuscivano più a gestire la vita di tutti i giorni senza bisogno di aiuto. Comprammo con loro una casa in campagna e ci prendemmo cura di loro fino alla fine dei loro giorni”. Le famiglie cercano di tornare alla semplicità attraverso la produzione, conservazione e scambio del cibo da loro stessi prodotto.Nel suo libro “Impoverimento ed abbondanza: la vita nella nuova politica interna” la Astyk spiega come la sua famiglia abbia creato uno stile di vita più semplice.“Quello che abbiamo cominciato a fare è qualcosa che era abbastanza normale negli Stati Uniti circa 50 anni fa e che è ancora normale in molte altre parti del mondo”. “Abbiamo cominciato a produrre noi la maggior parte del cibo che mangiamo. Abbiamo deciso di condividere le risorse con la nostra famiglia e di barattare il cibo con i nostri vicini. Abbiamo fatto grandi sforzi per non indebitarci; ciò significa che quando non avevamo i soldi per fare qualcosa, semplicemente non la facevamo.“Questo stile di vita –afferma lei – è anche più sostenibile a livello ambientale”“Abbiamo solo un’auto in famiglia, che è piuttosto insolito qui; significa che quando mio marito prende l’auto, io sto a casa con i figli. Ci muoviamo a piedi, in bici o non andiamo da nessuna parte.”.La famiglia ha anche cercato di ridurre le emissioni di carbonio che derivano dall’uso di energia e altre risorse.“Abbiamo differenziato in 7 categorie: elettricità, carburante, energia per il riscaldamento e refrigerazione, beni di consumo, acqua e altro. Abbiamo ottenuto una riduzione del 80% dei consumi in tutte le categorie: ci stiamo avvicinando sempre di più all’uso dell’energia che la gente in Cina ed India mette in pratica già adesso.Riciclare per gli Astyks è un altro modo di risparmiare denaro e risorse.“Quando si rompe qualcosa, possiamo chiedere ai nostri vicini " Tu ce l’hai in casa? Potremmo prenderlo in prestito? E in cambio possiamo dare noi qualcosa” E’ stato molto semplice trovare cose che erano state buttate via o non utilizzate o anche gente che voleva scambiarle.Lo stile di vita rispettoso dell’ambiente sta diventando più convenienteL’ esperto finanziario David Bach ritiene che la chiave per fare soldi non è quanto si guadagna, ma quanto si risparmia. Questo stile di vita rispettoso dell’ambiente rappresenta davvero un sostegno finanziario per le famiglie.“La chiave per fare soldi non quanto guadagni. E’quanto riesci a risparmiare”, dice David Bach autore di “Go green, live rich: 50 Simple Ways to Save the Earth”.“Quando si va a fare acquisti al giorno d’oggi, una delle domande che uno dovrebbe porsi è: “Quanto a lungo potrà durare ciò che sto comprando?” lui suggerisce “Perché la maggior parte di ciò che compriamo può durare più a lungo rispetto a quanto noi lo usiamo davvero. Mia nonna era solita usare le cose per sempre. Più a lungo usi le cose meno soldi spendi. Questo è un momento davvero importante affinché gli americani facciano un paio di cose per semplificare la loro vita e risparmiare di più.Bach afferma che nel corso degli anni lo stile di vita rispettoso dell’ambiente è diventato più conveniente.“Per 10, 20 anni se volevo comprare qualche prodotto ecologico o biologico, sapevo che questo costava di più” dice. “Ora non è più così. Poiché la domanda di prodotti ecologici da parte dei consumatori è cresciuta, le principali imprese stanno promuovendo questo tipo di prodotti e ne stanno abbassando seriamente i prezzi perché noi li stiamo comprando” La crisi finanziaria si sta aggravando e sempre più americani si stanno ridimensionando.“Sempre più persone hanno già cominciato ad adottare uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente e più semplice” afferma la Astyk“E’ davvero splendido e non avviene solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo. C’è la Compact, che ha incominciato ad operare sulla costa occidentale degli Stati Uniti, con persone che comprano solo cose usate e che conducono uno stile di vita più semplice. C’è il Movimento Volontario per la Semplicità fondato da Joe Dominguez e Vicki Robins che ha milioni di aderenti in tutto il mondo.“C’è veramente tantissima gente che sta cercando d’identificare un modo di vivere una vita decente in un mondo che sta cambiando. Credo che in seguito all’aumento dei costi d’energia, cibo e altri generi di base, c’è sempre più interesse e consapevolezza che questa possa essere una buona scelta, non solo per motivi ambientali o di piacere, ma che si debba vivere davvero in questo modo.“Siccome la crisi finanziaria sta diventando sempre più grave qui, credo che gli americani stiano per tornare a vivere come i loro nonni o bisnonni e che ci sia molto interesse nel capire come riuscire a fare una cosa del genere”.La Astyk dice che condurre uno stile di vita più semplice porta un altro beneficio per la sua famiglia. E’educativo anche per i suoi figli vedere come consumare meno, risparmiare di più e contribuire alla creazione di uno stile di vita che più sensato Fonte: http://afterarmageddon.blogspot.com
Io credo fermamente a questo stile di vita e se la crisi porterà più gente a consumare in modo ragionato ed ecologico allora forza CRISI AVANTI!!!

ENERGIA PULITA ED ECONOMICA

Pannelli fotovoltaici a costo ZERO
Ultimo aggiornamento 01/09/2008
Il conto energiaIn Italia, dal settembre 2005, è attivo il meccanismo d’incentivazione in “conto energia” per promuoverela produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.Il 19 febbraio 2007, i Ministeri dello Sviluppo Economico (MSE) e dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) hanno emesso un nuovo decreto ministeriale che ha introdotto radicali modifiche e semplificazioni allo schema originario.In pratica, la grande novità del nuovo Conto energia è data, oltre che dal notevole snellimento delle pratiche burocratiche, soprattutto dal fatto di aver guardato con maggior favore ai piccoli impianti, in tal modo incentivando e agevolando l’installazione di impianti fotovoltaici per i privati e le utenze domestiche.L’intervento è una assoluta novità per l’Italia e due sono gli elementi essenziali da comprendere: 1. l’elettricità generata dall’impianto fotovoltaico, conteggiata con un contatore apposito, dà diritto a un contributo calcolato su ogni kWh prodotto (c.d. Conto Energia, gestito dal GSE, Gestore Servizio Elettrico) che viene erogato per 20 anni dal momento in cui l’impianto viene messo in esercizio;2. l’ energia elettrica immessa in rete e prelevata dalla rete viene conteggiata da un diverso contatore che calcola il “dare/avere” con il distributore (per esempio Enel).
È ben chiaro, dunque, che il rapporto con il distributore (Enel) è indipendente da quello con il GSE: tutti i kWh prodotti ricevono il contributo del Conto Energia! Poi questi stessi kWh possono essere utilizzati, compensati, venduti…In pratica per ogni kWh prodotto consegue un duplice vantaggio: da una parte si riceve il contributo erogato dal GSE, dall’altra sulla bolletta si risparmia l’equivalente della produzione ovvero si incassano i soldi della vendita alla rete.

PER UN COMUNE CHE LAVORI PER I CITTADINI

POSSIANO NON PAGARE LA TASSA PER L'IMMONDIZIA? SI!
UN ESEMPIO:
Si chiama Sesa, è una società per azioni. Vi lavorano 170 dipendenti. L’azienda, il cui progetto appena dieci anni fa era una lontana ipotesi, oggi fattura 36 milioni di euro l’anno. E’ sempre in attivo, gli utili ci sono, abbastanza per investire ancora nello sviluppo e nella ricerca. E sapete come fanno i soldi alla Sesa? Con quello che buttiamo via noi. Con la nostra spazzatura. Con la nostra pasta avanzata, i resti del piatto, quello che chiamiamo umido. Con quello che noi buttiamo via (pagando perché qualcuno venga a prenderselo) loro guadagnano. Non ci credete? E’ così. E siamo andati a vedere come fanno.Siamo nella Bassa Padovana, poco fuori dal centro di Este. Un orizzonte di campi, e una strada che fino a qualche anno fa portava a una discarica. Quella discarica c’è ancora, ma non ci si butta dentro tutto quello che c’è nei cassonetti, come succedeva fino a qualche anno fa: adesso solo una piccola parte di rifiuti finisce lì dentro. Una piccola parte significa poco più del 10 per cento dell’insieme dei nostri rifiuti.Il resto? La plastica, il vetro e la carta sono riciclati. Ma la sorpresa viene dall’umido, dagli scarti di cucina: questa montagna di immondizia quotidiana viene mangiata, digerita, e risputata in forma di energia elettrica, terriccio e acqua calda, da una serie di macchinari chiusi nei capannoni Sesa che sono sorti tutti intorno a quella vecchia discarica di Este.L’elettricità. La prima cosa che si deve sapere è che la spazzatura viene trasformata in elettricità. Non è mica uno slogan, è un business: con l’umido della provincia di Padova (centro città compreso) quelli della Sesa riescono a produrre abbastanza energia da far funzionare i loro impianti e vendere il resto all’Enel. Un terzo dell’energia prodotta serve per far funzionare gli impianti Sesa, il resto si vende: 30 gigawatt annui. Ma il bello è che a Este stanno facendo degli studi (in collaborazione con l’Università di Vienna e quella di Amburgo) per raddoppiare la produzione di energia utilizzando la stessa quantità di spazzatura: quindi raddoppieranno anche i guadagni. E un’azienda che si occupa di spazzatura guadagnandoci molto, perché dovrebbe far pagare a noi cittadini la tassa dei rifiuti? Sarà per questo che a Este, Monselice e dintorni, dove cioè il servizio rifiuti viene svolto direttamente dalla Sesa, i cittadini pagano una tassa dei rifiuti che è -85% di quella che ci fa pagare il nostro comune?

UN PAESE ESEMPIO

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